martedì 22 gennaio 2019

Solletichiamo il nostro orecchio


L’auricoloterapia ha un’origine molto antica, la ritroviamo già tra gli Egiziani, ai nostri giorni è arrivata attraverso la medicina cinese che la pratica da moltissimi anni. Negli anni cinquanta il dottor Paul Nogier aveva notato che alcune patologie guarivano con la bruciatura di una piccola parte dell’antelice dell’orecchio. A questo punto sviluppò una sua scienza, l’auricolomedicina, e riuscì in modo dettagliato a sviluppare la mappatura dell’orecchio, a cui ad ogni punto corrispondono i vari organi o parti di organi.

L’auricoloterapia si differenzia dall’agopuntura perché non segue i meridiani, l'auricoloterapia consiste nell'intervento su specifici punti del padiglione auricolare a scopo terapeutico. Conosciuta anche come auricolopuntura o agopuntura auricolare, è una tecnica appartenente alla Medicina Tradizionale Cinese. E’ indicata per moltissimi dolori sciatica, cervico-brachialgia, tunnel carpale, ma è specifica soprattutto per contrastare il vizio del fumo e l’alimentazione smodata , è proprio nell’ambito di queste ultime applicazioni che l’auricoloterapia gode di maggior successo, comunque l’efficacia del trattamento si denota dopo le prime sedute.


Ci chiederemo come possano comunicare alcuni punti dell’orecchio con il corrispettivo organo. Proprio il dottor Nogier, attraverso degli studi pubblicati nel 1969 nel suo Trattato di Auricoloterapia, descrive due punti importanti di riflesso auricolo-cardiaco (RAC) e poi il vascular autonomic signal (VAS).

Sembra che questo segnale venga recepito dal sistema nervoso vegetativo autonomo, attraverso dei ricettori sensitivi del padiglione, e per informazioni a cascata arrivi su tutti gli organi. Un’altra spiegazione è quella che il segnale, giungendo ai neuroni talamici, provocherebbero una serie di fenomeni angio-neuronici.

Ogni punto del padiglione auricolare forma un complesso neuro vascolare attraverso il quale avvengono continui scambi di informazione tra l’orecchio, il cervello e gli organi.

L’orecchio ha una funzione importantissima ed è collegato direttamente al nostro cervello, prima di morire è l’ultimo organo ancora in funzione. Sfruttando questa sua capacità di interconnessione diretta con il nostro cervello, riusciamo ad inviare messaggi forse percepiti come suoni al nostro cervello, che li invierà ai rispettivi organi.

Essendo l’uomo un tutt’uno con la sua vita embrionale, con il cosmo e con l’evoluzione, l’orecchio si deve considerare come un piccolo cervello vicino al cervello principale: una antenna che da un lato riceve i segnali interni e li decodifica a livello della rete nervosa sottocutanea del padiglione e dall’altro è in grado di trasmettere al corpo informazioni di varia natura proveniente dallo spazio esterno e quindi dal macrocosmo.

Come l’agopuntura cinese, anche l’auricoloterapia viene caratterizzata da una scarsa presenza di effetti collaterali. Questo permette a tutte le fasce d’età di potersi avvicinare a tale disciplina e di sottoporsi a trattamenti di stimolazione auricolare. A parte la sensazione lievemente fastidiosa, solo momentanea, è praticamente priva di effetti collaterali. Si sconsiglia nei primi sei mesi di gravidanza e nelle donne predisposte all’aborto spontaneo, o quando nel padiglione auricolare è presente un processo infiammatorio.

Tra i disturbi e le patologie curabili tramite l’auricoloterapia troviamo insonnia, ansia, stress, attacchi di panico, depressione, nausea, vomito, timidezza, tabagismo, dipendenza dall’alcool, sovrappeso, controllo della fame, sciatica, lombo sciatalgia, cervicalgie, periatrite scapolo-omerale, psoriasi, infertilità, disfunzione erettile, cura delle tonsille e disagi dovuti alla postura.

L’auricoloterapia è una medicina funzionale e si basa principalmente su una diagnostica ed una terapia neurofisiologica che esalta le potenzialità e capacità di un medico nel conoscere e capire, secondo i canoni più moderni e scientifici, i sintomi del nostro corpo .

L’auricoloterapia si serve comunemente di punture eseguite con piccoli aghi posti in modo estemporaneo e/o con aghi semipermanenti lasciati a dimora per alcuni giorni. Una volta determinati i punti da stimolare, infine, il medico li punge mediante piccoli aghi, sterili e monouso.

Affinché il messaggio abbia l’effetto desiderato, il medico dovrà eseguire una giusta diagnosi che può essere confermata da un fenomeno particolare: i punti auricolari da stimolare sono facilmente individuabili perché sono ben percepibili quando evidenziano uno stato patologico della zona del corpo che vi corrisponde e, inoltre, la pressione diretta su di essi provoca dolore. La diagnosi può essere confermata anche da un piccolo dispositivo che serve a evidenziare il potenziale elettrico dei vari punti: in caso di anomalia, è più alto del normale.


Se siete curiosi di provare, presso il mio studio possiamo consultarci per pianificare i punti da stimolare.

Doriana

lunedì 7 gennaio 2019

La nostra domus aurea


Da millenni l’uomo ha costruito le proprie abitazioni in luoghi non ostili, cercando di trovare nella propria casa armonia e protezione.

Gli uomini che da sempre hanno costruito cattedrali, costruzioni che si innalzano al cielo, ideatori di chiostri, sapevano ed erano a conoscenza delle leggi armoniche di dove e come posizionare queste costruzioni. Tale conoscenza, fatta di numeri, calcoli ed astronomia, è rimasta oscura ai nostri tempi.

I cinesi da sempre adottano il Feng Shui, che letteralmente significa “vento ed acqua”; il vento, che rappresenta il messaggero del cielo, porta con se le nuvole, che dispensano l’acqua.

Ai nostri tempi si parla di bioarchitettura, che però si occupa principalmente di controllare i materiali di costruzione ed i trattamenti che vengono usati. La differenza tra queste due scienze è che la bioarchitettura controlla la qualità dei materiali impiegati per la costruzione, mentre il Feng Shui si preoccupa della psiche di chi abita la casa.

Non voglio dilungarmi in quello che è la scienza del Feng Shui, ma cercherò di far comprendere il legame psico-fisico con la casa in cui viviamo.

La casa è il tempio della nostra anima.

Ci siamo mai chiesti come a volte entrando in casa di persone amiche ci sentiamo quasi fuori posto e notiamo un senso di fastidio, di inadeguatezza.

Spesso si da la colpa ad un nostro stato alterato, invece va ricercato nella posizione della casa, nell’energia che pervade la casa, nella poca illuminazione, nel frastuono che giunge da fuori, come anche nell’ armonia di chi la abita.

Scegliamo la nostra abitazione solo in base alle necessità di lavoro, all’ estetica dell’appartamento, al fatto che il luogo dove è ubicata appartenga ad una zona elegante. Non essendo consapevoli delle esigenze abitative, non riusciamo ad assecondare i nostri veri desideri. Dovremmo imparare a realizzare le fantasie più recondite , a dare spazio al nostro emisfero destro, intuitivo e non razionale; quando usiamo l’emisfero destro tutto quello che ci piace resta slegato dalla ragione e non viene influenzato dalle cose che abbiamo imparato o che conosciamo, e riesce a darci una meravigliosa sensazione di benessere e piacere. Così dovremmo scegliere la nostra abitazione, con il nostro intuito, scegliere con il cuore, provando ad assaporare il senso profondo di piacevolezza. Quando pensiamo “sembra che in questa casa ci abbia sempre abitato”, allora ci troviamo nel posto giusto.

Il nostro insieme di corpo,psiche, anima in un ambiente per noi ostile può arrivare ad ammalarsi, tutto ciò che non riusciamo a realizzare come vorremmo si potrà ritorcere contro di noi, generando così influenze negative, capaci di gravare sul nostro stato di salute.

Volevo solo esprimere la nostra “Domus Aurea” come luogo dorato, meraviglioso, unico, dove riusciamo a rigenerare le nostre energie sottili, il luogo incantato dove tutto è possibile. Nella tradizione indiana la casa è un rifugio, dove ci ripariamo dalle angosce del vivere, dalle fatiche e dalle numerose contraddizioni della società.

Ma non abbiamo mai pensato la nostra casa come un laboratorio, dove lo svolgersi della quotidianità, lavarsi, mangiare sono pratiche fondamentali che rigenerano il corpo prima di intraprendere la battaglia della vita.

Chiediamoci se la nostra “domus” favorisce una evoluzione graduale portandoci ad equilibrio interiore ed ad una situazione di felicità e salute, o se al contrario ci ostacola, trascinandoci in pensieri negativi e situazioni di intenso nervosismo.

La casa non dovrebbe essere un luogo di fuga, ma di rigenerazione.

Se abbiamo realizzato una casa più vicina possibile ad uno standard di sicurezza, di protezione, di intimità, di giuste forze, allora l’uomo che abiterà quella casa sarà pieno di energia positiva, potrà così agire anche nel mondo esterno in modo giusto e corretto, e sarà preparato e più reattivo alle energie sfavorevoli che si riverseranno su di lui dal mondo esterno. Quindi un uomo forte, stabile ed in equilibrio di salute e psiche, sarà capace di attirare a sé meno negatività.

Cambiare in maniera consapevole e con amore ci porta ad essere più attenti e vigili. Ricordiamoci sempre che, chi modifica solo la minima parte di un sistema, riesce contemporaneamente a modificarne il tutto.

Diamo ascolto al cuore, perché capace di generare tutto il meglio per noi e la nostra società.

Vi saluto e con amore vi invito a migliorare la vostra anima.

Doriana