Con il mondo che diventa sempre più social, diventiamo sempre più insicuri nel mondo vero.
Vediamo corpi perfetti, case perfette, viaggi da mille e una notte, e carriere strabilianti. E tu, in pigiama, a scorrere i social e a chiederti, ma come fanno ad avere tutta questa... perfezione?
Semplice, il 90% delle foto, delle storie sono ritoccate, sistemate a puntino per sembrare molto più di quello che è la vera realtà. E' iniziato da poco un movimento di "realismo" sui social, dove alcuni influencer rivelano la realtà, come hanno iniziato, come sono davvero senza le luci e i software. E questo un po' ci risolleva. Ma continuano i dubbi, le domande, come ha fatto allora ad arrivare lì dove è? Perchè io non riesco a ...?
Non ce ne rendiamo conto ma posizioniamo l'asticella della perfezione, nostra, personale, molto più in alto rispetto agli standard con cui guardiamo e giudichiamo gli altri. E di tutti questi stimoli e comparazioni ne risente l'autostima e l'accettazione di noi stessi. Ci chiudiamo in una bolla di autocommiserazione o psicolesionismo, dove ogni piccolo intoppo o imperfezione ci fa cadere in un buco nero e profondo da cui ne risaliamo solo quando vediamo fioccare like o quando riceviamo un complimento da un' altra persona.
Da qui si aprono due vie di comportamento. Chi preferisce autocommiserarsi, abbandonerà ogni iniziativa ancora prima di iniziarla, perchè tanto che lo faccio fare, non sono capace. Tanto che mi vesto a fare, sono grassa. Tanto...., non sono abbastanza. Creiamo delle bugie per vivere una menzogna più grande. Il problema è che limitiamo la nostra vita, limitiamo le nostre capacità e i nostri sogni. Purtroppo quando parliamo di psiche, nessuna soluzione è semplice, e quando uno le legge, dici, eh si facile a dirsi. Magari sono schemi mentali che abbiamo costruito da piccoli dopo una delusione, oppure in alcuni casi vengono ereditati, come ci spiegano le costellazioni familiari, dove il trauma non è stato vissuto da noi, ma dalla madre oppure da un antenato.
Una soluzione per uscire dall'autocommiserazione è fare il primo passo. Piccolo, spaventoso e tanto tanto faticoso. Da lì prova a creare dei micorobiettivi, che ti mantengano motivata, che siano raggiungibili e misurabili, usando la tecnicna degli obiettivi SMART, in modo tale da tenere anche d'occhio l'evoluzione dei nostri comportamenti. Se non sei capace a fare qualcosa, inizialo come hobby, senza pretese e senza aspettative, a mano a mano vedi se la passione che ti ha spinto ad approcciarti a questa attività rimane forte, a prescindere dai risultati, continua in questo percorso magari ponendo dei piccoli traguardi, vendere 10 quadri, stringere amicizia con 3 persone...
Se invece cadi nello psicolesionismo, diciamo che un po' ti piace soffrire sapendolo. Tendi a immischiarti in situazioni che sai sono tossiche per te, ma che sono diventate un modo per far notare a te e al mondo quello che tu pensi di sapere di te stessa. Che non sei abbastanza. Allora ti leghi ad un partner, pur sapendo che l'amore non c'entra nulla, per poi lasciarlo o farsi lasciare per dimostrare che, vedi te lo avevo detto, nessuno mi vuole. Allora ti proponi per un lavoro di rilievo, anche se al momento hai così tante cose da fare, tante preoccupazioni, che già sai che non riuscirai a dare il tuo 100%, per poi dire, vedi hanno fatto bene a dare la promozione a Gigi.
Per questo una soluzione pragmatica come l'altra categoria non c'è. Se cadi in questa categoria, devi riconoscere i tuoi schemi di pensiero, avere coscienza un attimo prima del sabotaggio, lavorare davvero in profondità, trovando magari l'origine, il fattore scatenante di questo meccanismo di difesa, e sbrogliare la matassa che, più lasciamo nelle acque putride del dubbio e del non amore per noi stessi, e più sarà difficile venirne a capo.
Amarsi spetta solo a noi, e il primo segno di amore, vero e profondo, è la sincerità. Hai difficoltà a guardarti negli occhi allo specchio? Senti di esserti allontanata da quella leggerezza e semplcità di una te di prima? Allora forse c'è bisogno di fermarsi e lavorare sul problema senza affidarsi all'amore esterno. Certo, crea una bella rete di conforto, sicurezza e piacevolezza, ma l'amore degli altri è spesso passeggero, legato a benefici e convenienze, alcune volte anche solo dalle circostanze. E noi, tutti noi, meritiamo di più.
Riflettici e se vuoi dicci quando è diventato difficile per te essere sincero con te stesso.


