venerdì 25 dicembre 2020

Il non amarsi e le sue bugie

Con il mondo che diventa sempre più social, diventiamo sempre più insicuri nel mondo vero.

Vediamo corpi perfetti, case perfette, viaggi da mille e una notte, e carriere strabilianti. E tu, in pigiama, a scorrere i social e a chiederti, ma come fanno ad avere tutta questa... perfezione?

Semplice, il 90%  delle foto, delle storie sono ritoccate, sistemate a puntino per sembrare molto più di quello che è la vera realtà. E' iniziato da poco un movimento di "realismo" sui social, dove alcuni influencer rivelano la realtà, come hanno iniziato, come sono davvero senza le luci e i software. E questo un po' ci risolleva. Ma continuano i dubbi, le domande, come ha fatto allora ad arrivare lì dove è? Perchè io non riesco a ...?

Non ce ne rendiamo conto ma posizioniamo l'asticella della perfezione, nostra, personale, molto più in alto rispetto agli standard con cui guardiamo e giudichiamo gli altri. E di tutti questi stimoli e comparazioni ne risente l'autostima e l'accettazione di noi stessi. Ci chiudiamo in una bolla di autocommiserazione o psicolesionismo, dove ogni piccolo intoppo o imperfezione ci fa cadere in un buco nero e profondo da cui ne risaliamo solo quando vediamo fioccare like o quando riceviamo un complimento da un' altra persona.

Da qui si aprono due vie di comportamento. Chi preferisce autocommiserarsi, abbandonerà ogni iniziativa ancora prima di iniziarla, perchè tanto che lo faccio fare, non sono capace. Tanto che mi vesto a fare, sono grassa. Tanto...., non sono abbastanza. Creiamo delle bugie per vivere una menzogna più grande. Il problema è che limitiamo la nostra vita, limitiamo le nostre capacità e i nostri sogni. Purtroppo quando parliamo di psiche, nessuna soluzione è semplice, e quando uno le legge, dici, eh si facile a dirsi. Magari sono schemi mentali che abbiamo costruito da piccoli dopo una delusione, oppure in alcuni casi vengono ereditati, come ci spiegano le costellazioni familiari, dove il trauma non è stato vissuto da noi, ma dalla madre oppure da un antenato.

Una soluzione per uscire dall'autocommiserazione è fare il primo passo. Piccolo, spaventoso e tanto tanto faticoso. Da lì prova a creare dei micorobiettivi, che ti mantengano motivata, che siano raggiungibili e misurabili, usando la tecnicna degli obiettivi SMART, in modo tale da tenere anche d'occhio l'evoluzione dei nostri comportamenti. Se non sei capace a fare qualcosa, inizialo come hobby, senza pretese e senza aspettative, a mano a mano vedi se la passione che ti ha spinto ad approcciarti a questa attività rimane forte, a prescindere dai risultati, continua in questo percorso magari ponendo dei piccoli traguardi, vendere 10 quadri, stringere amicizia con 3 persone...

Se invece cadi nello psicolesionismo, diciamo che un po' ti piace soffrire sapendolo. Tendi a immischiarti in situazioni che sai sono tossiche per te, ma che sono diventate un modo per far notare a te e al mondo quello che tu pensi di sapere di te stessa. Che non sei abbastanza. Allora ti leghi ad un partner, pur sapendo che l'amore non c'entra nulla, per poi lasciarlo o farsi lasciare per dimostrare che, vedi te lo avevo detto, nessuno mi vuole. Allora ti proponi per un lavoro di rilievo, anche se al momento hai così tante cose da fare, tante preoccupazioni, che già sai che non riuscirai a dare il tuo 100%, per poi dire, vedi hanno fatto bene a dare la promozione a Gigi.

Per questo una soluzione pragmatica come l'altra categoria non c'è. Se cadi in questa categoria, devi riconoscere i tuoi schemi di pensiero, avere coscienza un attimo prima del sabotaggio, lavorare davvero in profondità, trovando magari l'origine, il fattore scatenante di questo meccanismo di difesa, e sbrogliare la matassa che, più lasciamo nelle acque putride del dubbio e del non amore per noi stessi, e più sarà difficile venirne a capo.

Amarsi spetta solo a noi, e il primo segno di amore, vero e profondo, è la sincerità. Hai difficoltà a guardarti negli occhi allo specchio? Senti di esserti allontanata da quella leggerezza e semplcità di una te di prima? Allora forse c'è bisogno di fermarsi e lavorare sul problema senza affidarsi all'amore esterno. Certo, crea una bella rete di conforto, sicurezza e piacevolezza, ma l'amore degli altri è spesso passeggero, legato a benefici e convenienze, alcune volte anche solo dalle circostanze. E noi, tutti noi, meritiamo di più.

Riflettici e se vuoi dicci quando è diventato difficile per te essere sincero con te stesso.

giovedì 17 dicembre 2020

Frozen me



Chi mi conosce sa quanto io odi il freddo. Sono fatta per le belle giornate di sole al mare, mi immagino di vivere 365 giorni all'anno in uno dei paradisi terrestri dove gli unici colori sono il blu del mare, il giallo del sole, e quelle sensazioni ed emozioni legate al caldo.

Penso che in molti la penseranno come. E quindi in molti soffriamo durante la stagione invernale, soprattutto chi vive lontano dal mare o più su di Roma. Come ogni grande "nemico" che si rispetti, andiamo ad osservare le energie dell'Inverno e scopriamo come toglierci di dosso il vento freddo.

In questa disamina, ci viene in aiuto la medicina cinese, un piccolo grande gioiello dell'Oriente, e, per chi l'ha provata o la conosce, una vera filosofia per vivere in equilibrio, dall'alimentazione alle terapie.

Partendo dalle macro energie, siamo nel pieno del periodo yin. Cosa significa?

Tutto nasce dalle energie, e dai loro disequilibri, dello yin e dello yang. In origine, i Cinesi usavano questi termini per indicare il lato in ombra e al sole di una montagna, creando così i termini per due poli archetipi opposti e contrari. Da qui, i due termini hanno iniziato ad includere tutte le altre contrapposizioni naturali, maschile/femminile, rigido/flessibile, sopra/sotto, cielo/terra, contemplazione/forza.

Inizi a vedere dove stiamo andando? No? Allora continua a leggere.

Se osservi le stagioni, anche loro sono a coppia delle contraddizioni, estate/inverno, primavera/autunno. Focalizziamoci sulle due grandi stagioni, estate ed inverno.

La prima è l'espressione massima di luce, forza, sia dal punto di vista della Natura, con gli alberi verdi e rigogliosi, i frutti succosi, sia dal nostro punto di vista umano, pieni di vita e voglia di muoverci ( a meno che non sia troppo caldo, aha), il cielo leggero e aperto alle tante possibilità. Solo a pensare all'estate ci sentiamo più leggeri, con meno acciacchi e meno problemi.

Adesso, pensa all'inverno come movimento opposto dell'estate. Siamo nel periodo con meno sole, sia di ore, sia di intensità, sia perchè coperto spesso da nuvole o nebbia. Questo naturalmente è il periodo dei letarghi, dal nostro punto di vista è un momento di introspezione, dato dalle ore in più passate in casa con meno movimento. Se prima avevamo il massimo del caldo, ora andiamo ad affrontare il massimo del freddo. Se l'estate è caratterizzata dal fuoco (in senso di elemento naturale), l'inverno è pienamente l'acqua in tutte le sue forme, pioggia, nebbia, neve. Abbiamo quindi l'estate yang, con la forza maschile, l'ardore e l'impetuosità, mentre l'inverno yin, con la sua introspezione femminile, il silenzio e la resilienza.

Se adesso riportiamo il concetto di yin e yang all'interno del nostro microuniverso, il corpo, troviamo degli organi yin e dei corrispettivi yang. Solo un piccolo accenno, quando c'è qualcosa che non va nella salute, sarà perchè si è creato un grosso disequilibrio in queste due energie, che andranno a penalizzare un organo rispetto ad un altro, oppure uno accresciutosi troppo rispetto ad un altro.

Troviamo in generale che la parte anteriore del corpo è yin, mentre la parte posteriore è yang. Scopriamo che quando abbiamo un eccesso di energia yang, sentiremo tanta energia inutilizzata, iperattività, eccesso di calore. Mentre quando siamo pervasi da troppo yin, ci troviamo deboli, lenti, quasi letargici e inattivi, e freddo, molto freddo.

Se fossimo in un equilibrio perfetto, cosa impossibile nella vita reale, il cambiamento dello yin e dello yang all'esterno non andrebbe a creare grandi problemi all'interno. Il corpo riuscirebbe, con piccole accortezze, a far fronte ad un cambiamento di energia, polarità e temperatura.

Se invece, come spesso siamo, abbiamo un disequilibrio, e tendiamo sia per costituzione sia per malesseri vari verso solo un tipo di energia, ci troveremo ad affrontare delle stagioni naturali molto più intense.

Torniamo al nostro inverno, e alla mia avversione per questo vecchio signore.

Il quadrante settentrionale genera il freddo, il freddo genera l’acqua,
l’acqua genera il salato, il salato genera i reni,
i reni generano le ossa e il midollo,
il midollo genera il fegato,
i reni hanno autorità sull’orecchio.
La paura reca danno ai reni,
la pensosità domina la paura.
Il freddo danneggia il sangue, la secchezza domina il freddo.
Il sapore salato danneggia il sangue, il dolce prevale sul salato.”

(Huangdi Neijing Suwen. Le domande semplici dell'imperatore giallo

a cura di Claude Larre, E. Rochat De La Vallée)

Queste righe ci spiegano il pensiero a cascata della medicina cinese, e come tutto nella loro formazione, è legato a sintomi/organi/emozioni che nell'Occidente vengono presi separatamente (e trattati separatamente e per questo poco risolti).

In questa stagione, dobbiamo porre molta attenzione a preservare la forza vitale, depositata nei reni alla nascita. Per fare ciò dobbiamo stare attenti a non disperdere calore e forze, ed è per questo che d'inverno gli animali vanno in letargo e noi tendiamo a dormire di più o ad avere più bisogno di sonno.
Il rene è legato all'acqua, dove è al suo massimo lo yin, proprio come l'inverno, ed esprime calma e concentrazione. L'acqua nutre la terra e rende possibile il loro germogliare in primavera, proprio come il rene nutre e alimenta l'energia vitale che si risveglia nella sua forza in estate al picco dello yang.
Il rene come energia governa anche ossa e denti, udito, cervello, capelli, vitalità, organi sessuali ed espletivi, paura.
Vediamo l'influenza del rene durante la crescita: fino ai 9 anni il rene si forma e completa, e infatti è possibile che il bambino soffra di enuresi notturne, e lo vediamo nei denti ancora poco stabili e in procinto di cambiare. Dalla pubertà alla maturità abbiamo la massima espressione della potenza del rene. Andando avanti con l'età troviamo invece i sintomi del suo indebolimento (parlando in senso energetico) e troviamo cali d'udito, perdita dei capelli o incanutimento, bassa vitalità, poca memoria, incontinenza, problemi alle ossa e all'articolazioni.

Insomma, i Cinesi ci avevano visto giusto.

Come evitare di indebolire il rene e sentire più freddo di quello che già fa?
La medicina cinese ci dà degli utili consigli per favorire il calore:
  • sei autorizzato ad usare calzettoni di lana, cappello e giacchettone: vai anche contro la moda del momento e ricordati di avere premura a coprire testa, collo e piedi. E la ragione non è quella che pensi tu. La testa, secondo MTC, è il punto di incontro dello yang del corpo. Il collo, sempre espressione dello yang, è anche lui particolarmente sensibile al freddo. Il piede invece è attraversato da meridiani che se "raffreddati" portano indolenzimenti muscolari, dolori articolari, malesserre grastro intestinale, cefalea e raffreddore.
  • evita i cibi freddi, e usa in abbondanza le spezie: con cibi freddi non intendo solo freddi di temperatura, ma anche e soprattutto nella loro natura, quindi evita yogurt, frutta cruda, insalate o verdure crude, latticini, bevande fredde, e i cibi da frigo e troppo zuccherati. Invece, usa le spezie, utilizza cotture prolungate, zuppe, verdure cotte, carne (in moderazione, usa magari i fagioli azuki), e bevande calde, consigliatissima l'acqua calda, e modera te e tisane, che invece vengono intesi come veri e propri alimenti.
  • prendi ad esempio gli orsi, dormi: cerca di assecondare il ciclo naturale di luce/ombra e farlo rispecchiare nel tuo ciclo sonno/veglia. Cerca di andare a dormire prima e svegliarti dopo, un po' come fa il Sole. Evita di coprirti troppo la notte e di dormire in un ambiente fresco, manterrai così il giusto equilibrio di yin e yang anche nella temperatura.
  • non ti impoltrire, scegli solo il momento e l'attività fisica adatta al momento: la mattina è il momento migliore perchè siamo al massimo yang e siamo piene di energie, evita di muoverti troppo la sera, anzi prenditi questo tempo per attività introspettive e calmanti, come la respirazione yogica, la meditazione o una pratica di yin yoga.

Anche se non sono rimedi per trovarci tutti al mare e al caldo, vedrai che prendendo questi piccoli suggerimenti, ti troverai a soffrire di meno. 

Se avete bisogno di più consigni anche su come integrare la parte di nutriceutica, basandosi sulla stagione, vi aspetto in ambulatorio per aiutarvi a ritrovare il benessere.