Conoscete la mia passione per Steiner. E' riuscito a trovare collegamenti, spiegazioni, domande in ogni campo dello scibile umano.
Quello che oggi vorrei approfondire è la sua teoria della triarticolazione riferita all'antroposofia.
Se non conoscete molto questa figura e le sue idee, farò un breve riassunto. Rudolf Steiner è un filosofo austriaco dei primi anni del Novecento, avido conoscitore, iniziò a formulare teorie socio-economiche e allo stesso tempo educative che fecero scalpore ai suoi tempi. Non tanto per quanto fossero fuori dalla realtà, ma per quanto fossero progressive e umane, in un'epoca, simile alla nostra, solo attenta al profitto e presa dalle rivoluzioni industriali. Le sue teorie pedagogiche furono create su richiesta della Waldorf, la grande fabbrica di sigarette, che chiese a Steiner di creare delle scuole per i figli degli operai. L'iniziativa fu così di successo che fu adottata anche da altre realtà, fino ad arrivare ai giorni nostri con le scuole steineriani o Waldorf. Per quanto riguarda la parte antroposofica, quindi riferita all'uomo nella sua interezza di corpo, anima e spirito, nel corso degli anni si andò a creare la branca della medicina antroposofica, che, per chi è un po' al dentro di questo mondo naturale, si trasforma nelle realtà Weleda e Wala. ( Curiosità, il simbolo delle Weleda è un disegno di Steiner).
E qui arriviamo alla sua più grande teoria, da cui un po' tutto cade di riflesso, la triarticolazione. L'uomo, come ogni altro essere o realtà, è il risultato dell'equilibrio ( o della sua mancanza) di tre reami, corpo, spirito e anima. Il corpo, a sua volta, è diviso in sistema neuro-sensoriale, sistema ritmico e sistema del ricambio e membrane, ogni sfera fa capo rispettivamente a testa, petto, addome e arti. Possiamo continuare a triarticolare, e troveremo anche l'equilibrio necessario tra volere, pensare e sentire. Grazie a questo pensiero della trinità possiamo raggiungere il nocciolo di tutte le situazioni, e con una "semplice" analisi capire quale delle tre sfere è in disequilibrio e individuare i passi da fare per ristabilire l'armonia.
Il concetto è molto più complesso, logicamente, ma per adesso questo ci basta per andare avanti.
L'uomo e le piante hanno in comune il corpo fisico ed eterico, nel senso che troviamo delle corrispondenze tra il nostro sistema e quello per esempio di un fiore. Come l'uomo ha i tre sistemi, neurosensoriale, ritmico e di ricambio, così un fiore ha rispettivamente il sistema radicale, sistema fogliale, e il sistema fiorale e dei semi. Vediamo come questi due essere apparentemente così diversi funzionano in maniera molto simile.
Il sistema neurosensoriale comprende il sistema nervoso centrale, che con i suoi tanti nervi che si irradiano dalla colonna, ricorda le radici di un fiore.
Il sistema ritmico intende il ritmo della respirazione e del cuore, lo scambio di ossigeno tra dentro e fuori, proprio come le foglie che permettono al fiore di respirare.
E l'ultimo, il sistema del ricambio e delle membrane è il sistema del tratto digerente, della volontà di muoversi, agire, di lasciare nel mondo le sue tracce, così come il fiore si muove per seguire il ciclo del sole, oppure come il polline o i semi si spargono nel mondo.
Questo sistema vive di movimento come espressione del volere, per questo abbiamo bisogno di muoverci, così come abbiamo bisogno di un ritmo. Ricordiamoci di collegare il respiro al movimento, il battito al respiro, in modo tale da creare un equilibrio bello e delicato proprio come il petalo di una dalia.


