domenica 8 agosto 2021

Manipolazioni culinarie

Chi ci segue da un po' lo sa, tutto è energia, ed ogni cosa in questo universo, anche la cosa più semplice e insignificante, è collegata ad una rete di infiniti enti a creare la vita come la conosciamo. La frase "Il battito d'ali di una farfalla può provocare un uragano dall'altra parte del mondo" sta ad indicare anche questo effetto energetico.

Iniziamo a pensare a come tutto si muove grazie all'energia, dai mitocondri al muscoli, alle macchine, e quindi bisogna pensare anche in termini di fisica. Tutto si trasforma, nulla si crea, nulla si distrugge. Se alla macchina basta fare il pieno di benzina, cosa serve per mandare avanti la macchina eccezionale ed eccellente che è il corpo umano?

La risposta è semplice, macronutrienti e ossigeno.

Dai nuclei delle cellule fino ai grandi muscoli, il corpo brucia zuccheri, aminoacidi, ossigeno.

E da dove li prende il corpo?

Dalla respirazione e dal cibo.

Cerchiamo sempre di sottolineare quanto è importante la respirazione, dal punto di vista biologico organico e dal punto di vista mentale. Una respirazione lenta e profonda, diaframmatica, permette la maggior ossigenazione sanguigna e quindi un trasporto di sangue nuovo e carico di prezioso ossigeno per tutte le cellule del corpo. Gli effetti di una respirazione superficiale e insufficiente si possono vedere dal colorito della pelle e delle unghie, dall'elasticità della pelle, dalla capacità di sottostare a stimoli e sforzi. Imparate a prendervi 10 minuti al giorno, per iniziare, dove portare la massima attenzione a come respirate. Dove sentite il respiro? Se è abbastanza profondo, oppure se ogni tot avete bisogno di prendere una boccata d'aria a pieni polmoni. Se volete, potete aggiungere degli esercizi di respirazione, siano di mindfulness o di pranayama. Troverete dei benefici già nell'immediato.

L'altra fonte importante è il cibo, che ha tre aree di importanza da considerare, le materie prime, gli allergeni o intolleranze e il processo di cottura. Ognuna di queste aree può apportare o togliere energia al vostro corpo. Questo perchè, come abbiamo detto, ogni cosa è infusa di energia che inciderà nel conteggio finale. Quindi attenzione non stiamo parlando di bilancio energetico, quindi calorie consumate e calorie introdotte.

Le materie prime devono essere fresche, di natura satvica, in termini ayurvedici. State attenti alla provenienza, alla modalità di coltivazione o allevamento. E' risaputo che la verdure crude contengono il massimo dei benefici, se e solo se sono state coltivate con criteri che vanno oltre il biologico di un'etichetta. Viene raccolto a maturazione? Come viene trasportato? Quanto tempo passa tra la raccolta e il consumo? Questi sono esempi di domande da porsi per qualsiasi prodotto vogliamo mangiare. Immaginate, una bella mela, vi da subito l'idea di freschezza, del crunch del primo morso. Ora immaginate una mela la cui crescita è stata forzata da prodotti chimici, innaffiata con acqua inquinata, raccolta acerba e lasciata maturare sotto il sole che scalda i camion in autostrada. Vi dà le stesse sensazioni?

Il corpo reagisce sia alle energie sia alla materia e per questo dobbiamo ricordarci di nutrirlo solo con macronutrienti che non gli danno fastidio. Se sai di essere allergico alla frutta secca, non mangerai certo un toast con burro di arachidi. Lo stesso concetto va applicato alle intolleranze. Evita qui cibi, sostituiscili quando è possibile. Noterai che il tuo corpo produrrà meno acidi, avrà meno fastidi cronici e in generale troverai il tuo livello di energia migliorato

Perchè? Perchè quando il corpo non deve impegnarsi ore e ore a scomporre ed eliminare un qualcosa di velenoso, può mettere a frutto le sue energie per far funzionare al meglio tutto l'apparato.

Quando cucini, imprimi la tua energia su tutto quello che tocchi e processi. Pensala come le impronte digitali dei RIS, alcune sono chiare, altre confuse o sovrapposte, altre totalmente illeggibili. Questo avviene alle energie in cucina. Quando devi cucinare, cerca di approcciarti con animo leggero e amorevole. Stai creando qualcosa che nutrirà e rimarrà nel corpo dei tuoi commensali in processi interi di rigenerazione cellulare. Se sei arrabbiata, ordina una pizza per tutti, e ti ringrazieranno. Nota se ci sono delle differenze di sapore e gusti tra un pasto cucinato mentre sei dell'umore giusto e tra un piatto cucinato quando ti girano. Assapora coscientemente e vedi se trovi delle differenze.

Quando diamo le energie giuste al corpo, puliamo delle energie sbagliate anche l'ecosistema che ci circonda. Vedremo le persone accanto a noi risponderci in maniera diversa, vedremo come un effetto domino, spargere energia positiva a tutti quelli toccati dalle tue vibrazioni.

martedì 1 giugno 2021

L'universo in un chicco di riso



Tutto l'universo è collegato da migliaia di fili visibili o no. Cielo e Terra sono legate così strettamente a doppio filo, anche se non ce ne accorgiamo sempre. Tra questi due consorti, Gea e Urano, esiste un legame antico, ancestrale e viscerale che si riflette nei prodotti della Terra, per primi quello dell'agricoltura.

Quando pensiamo al rapporto tra agricoltura e astronomia, ci viene subito in mente la Luna (anche quando dobbiamo fare la ceretta!). Ma è molto più complicato e affascinante, soprattutto nel caso dei cereali. Secondo l'alimentazione macrobiotica, i cereali sono l'equilibrio  perfetto tra Yin e Yang, sono anche i più vitali perchè si conservano a lungo, mantenendo intatto il loro potere germinativo. Rimanendo in argomento di polarità, sulla scala Yin/Yang abbiamo il mais Yin (dolce, acquoso, morbido, acido), e il farro Yang (salato, secco, basico, duro), al centro tra i due poli troviamo il riso. 

I cereali accompagnano l'uomo e le sue civiltà da tempi immemori e possiamo vedere come l'indole del grano mangiato influisca (a grandi linee e a posteriori) gli atteggiamenti dei suoi consumatori. I conquistatori romani assumevano farro e grano saraceno, entrambi della sfera yang, androgina e combattiva; mentre i pensatori greci preferivano l'orzo, calmo e contemplativo come la luna yin. Simile considerazione per i Maya che si nutrivano del dolce mais, e forse conquistati prima dagli aztechi (che evidentemente avevano un nutrizionista romano) e poi dagli spagnoli.

Dopo questo excursus storico alla super Quark, passiamo alla rubrica di Paolo Fox e rispondiamo alla domanda che tutti vi starete facendo, ma esiste correlazione tra cereali e pianeti astrologici?

Ma certo che si, nostri cari lettori e amici.

Di cereali ne abbiamo 10, proprio come i pianeti e prendendo spunto da un articolo di Astra, vi diamo un piccolo riassunto delle somiglianze tra quello che mettete a tavola e quello che trovate sopra le vostre teste.

GRANO -> SOLE -> LEONE : sacro per gli Egizi, rappresenta fecondità, eternità e ricchezza, tanto che il peso medio di un chicco è l'unità di misura per orefici e farmacisti nel mondo anglosassone.

ORZO -> MARTE -> ARIETE : l'impiego di questo cereale è tra i più antichi, e sembra risalire addirittura alla preistoria con una birra d'altri tempi.

RISO -> LUNA -> CANCRO :gli arabi lo consideravano sacro come raffigurazione della goccia di sudore del profeta Maometto. In tutto l'Oriente, il riso è il cibo degli dei, e rappresenta vita e fecondità

AVENA -> VENERE -> TORO e BILANCIA : si credeva provenisse da Atlantide, ma reperti archeologici lo localizzano in Danimarca e la culla della civiltà celtica. Per i romani, logicamente, è l'alimento dei barbari.

MAIS -> SATURNO -> CAPRICORNO : il popolo maya si rivolgeva al granturco chiamandolo Vostra Grazia e prima di arare e seminare ci si preparava ritualmente con un digiuno.

MIGLIO -> MERCURIO-> GEMELLI e VERGINE : nell'antica Cina era il simbolo dell'ordine naturale e della fecondità della terra con i suoi mille e più grani. Il miglio nero funzionava da collegamento tra il mondo dei vivi e dei morti, assicurando il ritorno dell'anima in una giovane della stirpe che potesse creare nuova vita.

FARRO -> URANO -> ACQUARIO : la ghiottoneria dei romani, grazie a Numa Pompilio fu introdotta la tostatura prima della macinazione, rendendo il farro più digeribile. Mangiare una focaccina di farro durante la cerimonia nuziale, rendeva il rito indissolubile.

GRANO SARACENO -> PLUTONE -> SCOPRIONE : un po' l'intruso insieme a quinoa e amaranto, non è effettivamente della famiglia delle graminacee, ma una poligonacea, cresce bene in montagna anche se è usato un po' in tutto il mondo.

SORGO -> NETTUNO -> PESCI : molto antico, piace agli dei in generali grazie alla sua altezza che sovrasta le erbacce. Una sua varietà, la saggina, era usata dalle famose streghe del medioevo per volare. Dai mille usi, anche come carburante del futuro, buono però anche a farina.

SEGALE  -> GIOVE -> SAGITTARIO : cresce in ogni condizione climatica o di terreno, per questo era conosciuta già dall'età del bronzo come simbolo di frugalità, era il piatto tipico dei celti di montagna. Particolare che lo unisce a Giove è il suo lungo tempo di maturazione, 320 giorni, quasi il tempo di permanenza del pianeta in un segno.

Quindi, qual è il vostro cereale preferito? Come vi piace cuocerlo e condirlo?

Siete stravaganti e vi inventate ricette fantasiose, oppure li usate solo di accompagnamento all'orientale, oppure tradizionali come i nostri risotti italiani?

Buon mangiata








giovedì 18 marzo 2021

Movimento dolce come un petalo

Conoscete la mia passione per Steiner. E' riuscito a trovare collegamenti, spiegazioni, domande in ogni campo dello scibile umano.

Quello che oggi vorrei approfondire è la sua teoria della triarticolazione riferita all'antroposofia.

Se non conoscete molto questa figura e le sue idee, farò un breve riassunto. Rudolf Steiner è un filosofo austriaco dei primi anni del Novecento, avido conoscitore, iniziò a formulare teorie socio-economiche e allo stesso tempo educative che fecero scalpore ai suoi tempi. Non tanto per quanto fossero fuori dalla realtà, ma per quanto fossero progressive e umane, in un'epoca, simile alla nostra, solo attenta al profitto e presa dalle rivoluzioni industriali. Le sue teorie pedagogiche furono create su richiesta della Waldorf, la grande fabbrica di sigarette, che chiese a Steiner di creare delle scuole per i figli degli operai. L'iniziativa fu così di successo che fu adottata anche da altre realtà, fino ad arrivare ai giorni nostri con le scuole steineriani o Waldorf. Per quanto riguarda la parte antroposofica, quindi riferita all'uomo nella sua interezza di corpo, anima e spirito, nel corso degli anni si andò a creare la branca della medicina antroposofica, che, per chi è un po' al dentro di questo mondo naturale, si trasforma nelle realtà Weleda e Wala. ( Curiosità, il simbolo delle Weleda è un disegno di Steiner).

E qui arriviamo alla sua più grande teoria, da cui un po' tutto cade di riflesso, la triarticolazione. L'uomo, come ogni altro essere o realtà, è il risultato dell'equilibrio ( o della sua mancanza) di tre reami, corpo, spirito e anima. Il corpo, a sua volta, è diviso in sistema neuro-sensoriale, sistema ritmico e sistema del ricambio e membrane, ogni sfera fa capo rispettivamente a testa, petto, addome e arti. Possiamo continuare a triarticolare, e troveremo anche l'equilibrio necessario tra volere, pensare e sentire. Grazie a questo pensiero della trinità possiamo raggiungere il nocciolo di tutte le situazioni, e con una "semplice" analisi capire quale delle tre sfere è in disequilibrio e individuare i passi da fare per ristabilire l'armonia.

Il concetto è molto più complesso, logicamente, ma per adesso questo ci basta per andare avanti.

L'uomo e le piante hanno in comune il corpo fisico ed eterico, nel senso che troviamo delle corrispondenze tra il nostro sistema e quello per esempio di un fiore. Come l'uomo ha i tre sistemi, neurosensoriale, ritmico e di ricambio, così un fiore ha rispettivamente il sistema radicale, sistema fogliale, e il sistema fiorale e dei semi. Vediamo come questi due essere apparentemente così diversi funzionano in maniera molto simile.

Il sistema neurosensoriale comprende il sistema nervoso centrale, che con i suoi tanti nervi che si irradiano dalla colonna, ricorda le radici di un fiore.

Il sistema ritmico intende il ritmo della respirazione e del cuore, lo scambio di ossigeno tra dentro e fuori, proprio come le foglie che permettono al fiore di respirare.

E l'ultimo, il sistema del ricambio e delle membrane è il sistema del tratto digerente, della volontà di muoversi, agire, di lasciare nel mondo le sue tracce, così come il fiore si muove per seguire il ciclo del sole, oppure come il polline o i semi si spargono nel mondo.

Questo sistema vive di movimento come espressione del volere, per questo abbiamo bisogno di muoverci, così come abbiamo bisogno di un ritmo. Ricordiamoci di collegare il respiro al movimento, il battito al respiro, in modo tale da creare un equilibrio bello e delicato proprio come il petalo di una dalia.

lunedì 15 marzo 2021

Dimmi che fiore hai, e ti dirò cosa farne



"Fiori in primavera? Avanguardia pura"

Disse la fashionissima Meryl Streep in Il diavolo veste Prada.

E anche noi vogliamo essere avanguardia pura con questo nuovo post.

Vogliamo tornare ad essere quelle donne sagge di una volta, con un cestino sulle braccia, a camminare per boschi e prati alla ricerca di erbe e fiori curativi. Sarebbe bello per tornare a quel contatto sinergico con la natura, che offre rimedi chiedendo solo rispetto in cambio.

Nel nostro mondo moderno, potresti avere la fortuna di avere un giardino, oppure un'erboristeria di fiducia.

Fin dall'antichità, si lasciavano macerare i petali nell'olio o nella cera d'api, per estrarne le proprietà curative e godere appieno degli aromi. Il metodo più semplice è lasciare macerare i petali in un olio vegetale, come quello di riso o soia, in un recipiente di vetro oppure frazionarlo già in pratici roll-on ricaricabili, puoi lasciarlo al sole per 1-2 giorni e il gioco è fatto. Un altro metodo facilmente attuabile a casa è l'enfleurage, usando del burro di karitè o un altro tipo di burro vegetale solido, fallo sciogliere a bagnomaria e aggiungi i petali, lasciando in infusione per un paio d'ore, colalo in un recipiente e lascia freddare.

Ricordati che anche se la floriterapia è appagante e molto divertente, bisogna conoscere le piante e le loro parti. Alcune sono velenose nella loro interezza, altre sono in parte, se sei curiosa o hai dubbi chiedi alla tua erborista di fiducia, che saprà senza dubbio indirizzarti verso la giusta pianta.

ROSA

Creare un burro corpo alla rosa può essere un eccezionale viaggio nella fragranza del fiore per eccellenza, da usare come burro per capelli o anche come profumazione delicata e naturale nelle zone più erogene. Da non dimenticare che, grazie a vitamine e acidi grassi, ha ottime proprietà per la pelle. Usa la rosa canina per avere un effetto ringiovanente e antiossidante, oppure usa la rosa mosqueta per le sue proprietà antirughe. Puoi anche preparare una semplice acqua alle rose, lasciando macerare per qualche ora una manciata di petali freschi, poi picchiettala sul viso come tonico, lenisce la pelle ed elimina rossori e pruriti.

LAVANDA

Ha potenti capacità antibatteriche, cicatrizzanti e rigeneranti, soprattutto per la pelle giovane e grassa. Usa qualche fiore fresco nell'enfleurage per il viso. Puoi macerare qualche fiore in acqua e usarla per detergere i capelli, soprattutto se grassi.

CALENDULA

E' il fiore perfetto per calmare scottature e ustioni. Puoi utilizzare anche l'Iperico, o fiori di  San Giovanni, da macerare in olio per 40 giorni al sole, perfetta per trattare bruciature, ustioni solari, rughe e segni dell'età.

CAMOMILLA

Perfetta per calmare e sgonfiare. Usala come tonico per le palpebre gonfie, facendo un impacco sul contorno occhi, oppure tamponando il tonico freddo su irritazioni, arrossamenti o couperose, così andrai anche a combattere l'infiammazione.

SAMBUCO

Fai bollire una manciata di petali per qualche minuto in un po' d'acqua. lascia stiepidire e immergi due dischetti di cotone da mettere sopra gli occhi chiusi per 10 minuti. Oltre ad avere una grande proprietà sfiammante e lenitiva, sgonfia le palpebre e annulla i rossori. Perfetta anche come rituale la sera se passi molto tempo davanti al pc, una coccola per gli occhi stanchi.


Se non vi piace invece il fai da te, scegliete prodotti naturali, non solo nell'etichetta, ma che vi diano fiducia. Weleda per esempio ha delle ottime linee di cosmesi naturale, adatta a tutti dai grandi ai piccoli, e per tanti diversi problemi.

martedì 2 febbraio 2021

Di stagione... Stagionale



La Natura è forte!

Tutto quello di cui abbiamo bisogno per stare bene è già prontamente a portata di mano nella natura e i suoi frutti... devi solo sapere quando e cosa cogliere.

L'uomo infatti è il prodotto di un ciclo di vita, bambino-adulto-anziano, suddiviso in cicli stagionali/annuali, inverno-primavera-estate-autunno, scandito dai ritmi quotidiani, giorno-notte. Quando esce da questo seminato, l'uomo, e a maggior ragione la donna, l'essere ciclico lunare, inizia a sentirsi fuori fase, con piccoli malessere, ma soprattutto perde il contatto salvifico con la Natura.

Lo so, oggi la tentazione di mangiare un bel cestino di fragole a gennaio è forte, e semplice trovando nei supermercati a portata di mano sempre e comunque tutto quello di cui abbiamo voglia. Ma noi dobbiamo preservare la nostra salute prediligendo alimenti di stagione, biologici e preferibilmente biodinamici per accaparrare il massimo del beneficio.

La stagionalità, cioè il rispetto dei ritmi naturali di produzione senza la forzatura commerciale e la dittatura delle stravaganze culinarie, fa bene al palato, all'ambiente e alla salute. Torniamo all'orto e alla sua semplicità. Torniamo ai sapori genuini che pacificano l'animo e non mettono in difficoltà il corpo. Sì, perchè ogni alimento ha sue proprietà e nutrienti che servono al corpo solo o prevalentemente in determintati momenti. Pensiamo alle profumate verdure invernali, come broccoli cavolfiori, che contengono zolfo che disinfetta le vie respiratorie proteggendoci dalle infezioni, tipiche dell'inverno. Oppure alla coloratissima zucca, che contiene vitamina A con le sue proprietà antinfiammatorie e anti-muco, perfetta contro catarro e bronchiti. E gli energizzanti agrumi, fonte, non sempre sufficiente, di vitamina C per aiutare il sistema immunitario.

In questa stagione invernale, prediligi pesci pieni di omega 3 come le alici e le sardine (se non sapete come cucinarle, ecco una ricetta semplice, genuina e nutrizionalmente corretta dalla nostra naturopata Doriana). Scegliete pesce fresco, da una pescheria di fiducia. Buona alternativa il surgelato, ma deve essere di qualità altrimenti lasciatelo stare. 

Vi lascio due consigli alimentari per depurare l'organismo dalle tossine invernali e per ridare forza e slancio al corpo. Chiedete sempre consiglio al vostro medico se avete patologie in corso o pregresse.

Per prima cosa, un semidigiuno per uno o massimo due giorni, ascoltate il vostro corpo senza stressarlo troppo.


Prima di colazione bere una tazza di acqua con magnesio 4 mg.
COLAZIONE: una tazza di orzo con una fetta di pane raffermo
SPUNTINI: bere tisane di anice, tarassaco,melissa, malva, finocchio,
PRANZO: 200g di yogurt intero non zuccherato, o ½ lt brodo di verdure, o ½ lt di latte di soya o di riso, aggiungere 2 fette di pane raffermo,
CENA: bere tisana o brodo vegetale.
Prima di dormire una tazza di acqua con magnesio 4 mg

Poi, per 10 giorni per avere il massimo risultato, ecco il menu per un'alimentazione verde e di stagione.


COLAZIONE: 1) Una tazza di latte di riso, con 1 caffè, 4 fette biscottate,
                         2)Una tazza di tè, con 5 biscotti secchi,
                         3)Un frutto frullato con latte di riso,

SPUNTINO: Due fette di ananas, o un kiwi, o un pompelmo,

PRANZO:

1) Carne bianca (pollo, tacchino, agnello), verdura cotta e cruda,
2) Pesce (no molluschi, mitili), frutta fresca di stagione,
3) Frutta fresca di stagione (quantità libera), una fetta di pane di avena con poco burro, tè o caffè,
4) Tre uova, verdura cruda e cotta a volontà, una fetta di pane integrale o di avena,
5) Formaggio fresco (mozzarella, fiocchi di latte, ricotta, stracchino), una fetta di pane integrale,

MERENDA: Uno yogurt, o una banana, o 3 biscotti di pasticceria

CENA:

1) Una scodella di minestrone (no legumi), un pugno di riso, 5 fette di prosciutto crudo, un broccolo cotto al vapore o con acqua, una fetta di pane di avena,
2) Una scodella di zuppa di verdure (1 patata, 1 carota, 1 zucchina, ½ cipolla), una grande insalata mista, tonno in scatola al naturale, una fetta di pane integrale,
3) Una scodella di legumi passati (fagioli, piselli, fave, ceci), 7 fette di bresaola, verdure cotte, una fetta di pane di avena,
4) Una scodella di pasta condita con pomodoro fresco o olio di oliva, petto di pollo o tacchino, verdure crude e cotte, una fetta di pane integrale,
5) Frutta fresca di stagione e verdura cruda, una fetta di pane integrale con poco burro


Vi consiglio di usare prodotti di stagione, a km 0, magari cercando piccoli ortolani locali, per stringere un rapporto verduroso e di amicizia ( se siete nei dintorni tuderti marscianesi, vi consigliamo L'ortolano di Donato Reho, ottimi prodotti, persone vere e gentili, ultra consigliatissimo), e se vi siete trovate bene, rimaniamo in contatto e raccontaci la tua esperienza.

venerdì 25 dicembre 2020

Il non amarsi e le sue bugie

Con il mondo che diventa sempre più social, diventiamo sempre più insicuri nel mondo vero.

Vediamo corpi perfetti, case perfette, viaggi da mille e una notte, e carriere strabilianti. E tu, in pigiama, a scorrere i social e a chiederti, ma come fanno ad avere tutta questa... perfezione?

Semplice, il 90%  delle foto, delle storie sono ritoccate, sistemate a puntino per sembrare molto più di quello che è la vera realtà. E' iniziato da poco un movimento di "realismo" sui social, dove alcuni influencer rivelano la realtà, come hanno iniziato, come sono davvero senza le luci e i software. E questo un po' ci risolleva. Ma continuano i dubbi, le domande, come ha fatto allora ad arrivare lì dove è? Perchè io non riesco a ...?

Non ce ne rendiamo conto ma posizioniamo l'asticella della perfezione, nostra, personale, molto più in alto rispetto agli standard con cui guardiamo e giudichiamo gli altri. E di tutti questi stimoli e comparazioni ne risente l'autostima e l'accettazione di noi stessi. Ci chiudiamo in una bolla di autocommiserazione o psicolesionismo, dove ogni piccolo intoppo o imperfezione ci fa cadere in un buco nero e profondo da cui ne risaliamo solo quando vediamo fioccare like o quando riceviamo un complimento da un' altra persona.

Da qui si aprono due vie di comportamento. Chi preferisce autocommiserarsi, abbandonerà ogni iniziativa ancora prima di iniziarla, perchè tanto che lo faccio fare, non sono capace. Tanto che mi vesto a fare, sono grassa. Tanto...., non sono abbastanza. Creiamo delle bugie per vivere una menzogna più grande. Il problema è che limitiamo la nostra vita, limitiamo le nostre capacità e i nostri sogni. Purtroppo quando parliamo di psiche, nessuna soluzione è semplice, e quando uno le legge, dici, eh si facile a dirsi. Magari sono schemi mentali che abbiamo costruito da piccoli dopo una delusione, oppure in alcuni casi vengono ereditati, come ci spiegano le costellazioni familiari, dove il trauma non è stato vissuto da noi, ma dalla madre oppure da un antenato.

Una soluzione per uscire dall'autocommiserazione è fare il primo passo. Piccolo, spaventoso e tanto tanto faticoso. Da lì prova a creare dei micorobiettivi, che ti mantengano motivata, che siano raggiungibili e misurabili, usando la tecnicna degli obiettivi SMART, in modo tale da tenere anche d'occhio l'evoluzione dei nostri comportamenti. Se non sei capace a fare qualcosa, inizialo come hobby, senza pretese e senza aspettative, a mano a mano vedi se la passione che ti ha spinto ad approcciarti a questa attività rimane forte, a prescindere dai risultati, continua in questo percorso magari ponendo dei piccoli traguardi, vendere 10 quadri, stringere amicizia con 3 persone...

Se invece cadi nello psicolesionismo, diciamo che un po' ti piace soffrire sapendolo. Tendi a immischiarti in situazioni che sai sono tossiche per te, ma che sono diventate un modo per far notare a te e al mondo quello che tu pensi di sapere di te stessa. Che non sei abbastanza. Allora ti leghi ad un partner, pur sapendo che l'amore non c'entra nulla, per poi lasciarlo o farsi lasciare per dimostrare che, vedi te lo avevo detto, nessuno mi vuole. Allora ti proponi per un lavoro di rilievo, anche se al momento hai così tante cose da fare, tante preoccupazioni, che già sai che non riuscirai a dare il tuo 100%, per poi dire, vedi hanno fatto bene a dare la promozione a Gigi.

Per questo una soluzione pragmatica come l'altra categoria non c'è. Se cadi in questa categoria, devi riconoscere i tuoi schemi di pensiero, avere coscienza un attimo prima del sabotaggio, lavorare davvero in profondità, trovando magari l'origine, il fattore scatenante di questo meccanismo di difesa, e sbrogliare la matassa che, più lasciamo nelle acque putride del dubbio e del non amore per noi stessi, e più sarà difficile venirne a capo.

Amarsi spetta solo a noi, e il primo segno di amore, vero e profondo, è la sincerità. Hai difficoltà a guardarti negli occhi allo specchio? Senti di esserti allontanata da quella leggerezza e semplcità di una te di prima? Allora forse c'è bisogno di fermarsi e lavorare sul problema senza affidarsi all'amore esterno. Certo, crea una bella rete di conforto, sicurezza e piacevolezza, ma l'amore degli altri è spesso passeggero, legato a benefici e convenienze, alcune volte anche solo dalle circostanze. E noi, tutti noi, meritiamo di più.

Riflettici e se vuoi dicci quando è diventato difficile per te essere sincero con te stesso.

giovedì 17 dicembre 2020

Frozen me



Chi mi conosce sa quanto io odi il freddo. Sono fatta per le belle giornate di sole al mare, mi immagino di vivere 365 giorni all'anno in uno dei paradisi terrestri dove gli unici colori sono il blu del mare, il giallo del sole, e quelle sensazioni ed emozioni legate al caldo.

Penso che in molti la penseranno come. E quindi in molti soffriamo durante la stagione invernale, soprattutto chi vive lontano dal mare o più su di Roma. Come ogni grande "nemico" che si rispetti, andiamo ad osservare le energie dell'Inverno e scopriamo come toglierci di dosso il vento freddo.

In questa disamina, ci viene in aiuto la medicina cinese, un piccolo grande gioiello dell'Oriente, e, per chi l'ha provata o la conosce, una vera filosofia per vivere in equilibrio, dall'alimentazione alle terapie.

Partendo dalle macro energie, siamo nel pieno del periodo yin. Cosa significa?

Tutto nasce dalle energie, e dai loro disequilibri, dello yin e dello yang. In origine, i Cinesi usavano questi termini per indicare il lato in ombra e al sole di una montagna, creando così i termini per due poli archetipi opposti e contrari. Da qui, i due termini hanno iniziato ad includere tutte le altre contrapposizioni naturali, maschile/femminile, rigido/flessibile, sopra/sotto, cielo/terra, contemplazione/forza.

Inizi a vedere dove stiamo andando? No? Allora continua a leggere.

Se osservi le stagioni, anche loro sono a coppia delle contraddizioni, estate/inverno, primavera/autunno. Focalizziamoci sulle due grandi stagioni, estate ed inverno.

La prima è l'espressione massima di luce, forza, sia dal punto di vista della Natura, con gli alberi verdi e rigogliosi, i frutti succosi, sia dal nostro punto di vista umano, pieni di vita e voglia di muoverci ( a meno che non sia troppo caldo, aha), il cielo leggero e aperto alle tante possibilità. Solo a pensare all'estate ci sentiamo più leggeri, con meno acciacchi e meno problemi.

Adesso, pensa all'inverno come movimento opposto dell'estate. Siamo nel periodo con meno sole, sia di ore, sia di intensità, sia perchè coperto spesso da nuvole o nebbia. Questo naturalmente è il periodo dei letarghi, dal nostro punto di vista è un momento di introspezione, dato dalle ore in più passate in casa con meno movimento. Se prima avevamo il massimo del caldo, ora andiamo ad affrontare il massimo del freddo. Se l'estate è caratterizzata dal fuoco (in senso di elemento naturale), l'inverno è pienamente l'acqua in tutte le sue forme, pioggia, nebbia, neve. Abbiamo quindi l'estate yang, con la forza maschile, l'ardore e l'impetuosità, mentre l'inverno yin, con la sua introspezione femminile, il silenzio e la resilienza.

Se adesso riportiamo il concetto di yin e yang all'interno del nostro microuniverso, il corpo, troviamo degli organi yin e dei corrispettivi yang. Solo un piccolo accenno, quando c'è qualcosa che non va nella salute, sarà perchè si è creato un grosso disequilibrio in queste due energie, che andranno a penalizzare un organo rispetto ad un altro, oppure uno accresciutosi troppo rispetto ad un altro.

Troviamo in generale che la parte anteriore del corpo è yin, mentre la parte posteriore è yang. Scopriamo che quando abbiamo un eccesso di energia yang, sentiremo tanta energia inutilizzata, iperattività, eccesso di calore. Mentre quando siamo pervasi da troppo yin, ci troviamo deboli, lenti, quasi letargici e inattivi, e freddo, molto freddo.

Se fossimo in un equilibrio perfetto, cosa impossibile nella vita reale, il cambiamento dello yin e dello yang all'esterno non andrebbe a creare grandi problemi all'interno. Il corpo riuscirebbe, con piccole accortezze, a far fronte ad un cambiamento di energia, polarità e temperatura.

Se invece, come spesso siamo, abbiamo un disequilibrio, e tendiamo sia per costituzione sia per malesseri vari verso solo un tipo di energia, ci troveremo ad affrontare delle stagioni naturali molto più intense.

Torniamo al nostro inverno, e alla mia avversione per questo vecchio signore.

Il quadrante settentrionale genera il freddo, il freddo genera l’acqua,
l’acqua genera il salato, il salato genera i reni,
i reni generano le ossa e il midollo,
il midollo genera il fegato,
i reni hanno autorità sull’orecchio.
La paura reca danno ai reni,
la pensosità domina la paura.
Il freddo danneggia il sangue, la secchezza domina il freddo.
Il sapore salato danneggia il sangue, il dolce prevale sul salato.”

(Huangdi Neijing Suwen. Le domande semplici dell'imperatore giallo

a cura di Claude Larre, E. Rochat De La Vallée)

Queste righe ci spiegano il pensiero a cascata della medicina cinese, e come tutto nella loro formazione, è legato a sintomi/organi/emozioni che nell'Occidente vengono presi separatamente (e trattati separatamente e per questo poco risolti).

In questa stagione, dobbiamo porre molta attenzione a preservare la forza vitale, depositata nei reni alla nascita. Per fare ciò dobbiamo stare attenti a non disperdere calore e forze, ed è per questo che d'inverno gli animali vanno in letargo e noi tendiamo a dormire di più o ad avere più bisogno di sonno.
Il rene è legato all'acqua, dove è al suo massimo lo yin, proprio come l'inverno, ed esprime calma e concentrazione. L'acqua nutre la terra e rende possibile il loro germogliare in primavera, proprio come il rene nutre e alimenta l'energia vitale che si risveglia nella sua forza in estate al picco dello yang.
Il rene come energia governa anche ossa e denti, udito, cervello, capelli, vitalità, organi sessuali ed espletivi, paura.
Vediamo l'influenza del rene durante la crescita: fino ai 9 anni il rene si forma e completa, e infatti è possibile che il bambino soffra di enuresi notturne, e lo vediamo nei denti ancora poco stabili e in procinto di cambiare. Dalla pubertà alla maturità abbiamo la massima espressione della potenza del rene. Andando avanti con l'età troviamo invece i sintomi del suo indebolimento (parlando in senso energetico) e troviamo cali d'udito, perdita dei capelli o incanutimento, bassa vitalità, poca memoria, incontinenza, problemi alle ossa e all'articolazioni.

Insomma, i Cinesi ci avevano visto giusto.

Come evitare di indebolire il rene e sentire più freddo di quello che già fa?
La medicina cinese ci dà degli utili consigli per favorire il calore:
  • sei autorizzato ad usare calzettoni di lana, cappello e giacchettone: vai anche contro la moda del momento e ricordati di avere premura a coprire testa, collo e piedi. E la ragione non è quella che pensi tu. La testa, secondo MTC, è il punto di incontro dello yang del corpo. Il collo, sempre espressione dello yang, è anche lui particolarmente sensibile al freddo. Il piede invece è attraversato da meridiani che se "raffreddati" portano indolenzimenti muscolari, dolori articolari, malesserre grastro intestinale, cefalea e raffreddore.
  • evita i cibi freddi, e usa in abbondanza le spezie: con cibi freddi non intendo solo freddi di temperatura, ma anche e soprattutto nella loro natura, quindi evita yogurt, frutta cruda, insalate o verdure crude, latticini, bevande fredde, e i cibi da frigo e troppo zuccherati. Invece, usa le spezie, utilizza cotture prolungate, zuppe, verdure cotte, carne (in moderazione, usa magari i fagioli azuki), e bevande calde, consigliatissima l'acqua calda, e modera te e tisane, che invece vengono intesi come veri e propri alimenti.
  • prendi ad esempio gli orsi, dormi: cerca di assecondare il ciclo naturale di luce/ombra e farlo rispecchiare nel tuo ciclo sonno/veglia. Cerca di andare a dormire prima e svegliarti dopo, un po' come fa il Sole. Evita di coprirti troppo la notte e di dormire in un ambiente fresco, manterrai così il giusto equilibrio di yin e yang anche nella temperatura.
  • non ti impoltrire, scegli solo il momento e l'attività fisica adatta al momento: la mattina è il momento migliore perchè siamo al massimo yang e siamo piene di energie, evita di muoverti troppo la sera, anzi prenditi questo tempo per attività introspettive e calmanti, come la respirazione yogica, la meditazione o una pratica di yin yoga.

Anche se non sono rimedi per trovarci tutti al mare e al caldo, vedrai che prendendo questi piccoli suggerimenti, ti troverai a soffrire di meno. 

Se avete bisogno di più consigni anche su come integrare la parte di nutriceutica, basandosi sulla stagione, vi aspetto in ambulatorio per aiutarvi a ritrovare il benessere.