venerdì 22 novembre 2019

Non i soliti regali


Natale, Natale, Natale.
Cosa vi viene in mente se pensate al Natale?
I più romantici alla neve, il camino acceso, quel senso caldo di famiglia.
I più avventurosi alla settimana bianca, gli sci, il vin brulè, Sant Moritz.
I più retti penseranno alla Santa Messa, al significato della Vigilia, e al presepe.
Ma tutti, e dico tutti noi, pensiamo ai regali.
I regali da fare. I regali da ricevere. I regali da evitare.
Con seguenti domande, stress e preoccupazioni, del tipo, gli piacerà? quanto spenderò? cosa faccio?
Fermiamoci un attimo a pensare al significato dei regali, di Babbo Natale, al vero significato del Natale.

I regali affondano le proprie radici all'età dei romani, quando scambiarsi doni rappresentava un augurio di abbondanza e prosperità. Abbiamo poi San Nicola, che aveva l'abitudine di fare dei doni alle persone povere. Mischiamoci la cultura più moderna con Charles Dickens, e iniziamo ad avere un Babbo Natale ante litteram. Per l'omone con la barba vestito di rosso, ringraziamo sempre la bevanda analcolica più famosa al mondo.
Ed ecco lo spirito consumistico che ci spinge in maniera spasmodica a comprare, senza riflettere, solo per il senso di riempire un vuoto, nostro o del rapporto con il beneficiario, per colmare sensi di colpa, di inferiorità, di solitudine con un bel pacco.

Ritorniamo a festeggiare l'importanza della Luce, a ritrovare il calore nelle persone e nei rapporti. Riflettiamo sul significato delle nostre relazioni, se ci danno gioia, se hanno una profondità oltre al ciao come va.

Da tempi immemori, l'uomo si riunisce in maniera festosa per celebrare la stella più grande e luminosa, per festeggiare il declino dell'inverno, che ritira i suoi artigli affilati e mortali e lascia spazio alla rinascita. Andiamo oltre al significato solo religioso/cristiano, riavviciniamoci alla Natura alla Terra. Torniamo a creare una società di uomini e non solo un agglomerato di persone di corsa e distratte. Per onorare la luce, la terra e il nostro rapporto con questi elementi, domenica 22 dicembre avremo una lezione speciale di yoga con candele, rilassamento e spunti di riflessione.

Facciamo cadere i nostri panni di uomini evoluti e tecnologici, torniamo ad essere più primitivi ma più semplici, con meno aspettative, con meno orpelli e pregiudizi, ma con più amore, calore e semplicità.

Per questo vi proponiamo delle idee regalo, utile, belle, sane e di tutti i generi.
Per avere la vostra copia gratuita, clicca qui.

Vi aspettiamo domenica 22 dicembre alle 17 per una classe di yoga tutta incentrata al solstizio di inverno


Pensate e riflettete, c'è ancora tempo per Natale!

sabato 12 ottobre 2019

Tocco Armonioso


Ci siamo mai fermati a pensare quanto ci conforta l'abbraccio di una madre? Quanto sentimento c'è dietro una carezza sulla guancia?
Emozioni forti espresse con movimenti semplici.
E' questa semplicità del tocco, la sensazione di protezione e il ritorno a ricordi lontani che ci portano a cercare il massaggio.
Ormai ce ne sono di tutti tipi e per tutti i gusti, dal caro vecchio linfodrenaggio manuale di Vodder, focalizzato sul drenaggio del connettivo, a quelli di origini orientale come l'ayurvedico, che rigenera ed elimina le tossine, a quelli multisensoriali come l'AromaTouch, che con l'aiuto di coinvolgenti oli essenziali fortifica il corpo e rilassa la mente. Con tutta questa scelta, c'è davvero l'imbarazzo.
Come fare ad avere una migliore se non perfetta esperienza di massaggio per avere tutti quei benefici psico-fisici che leggiamo sulle riviste?
Semplice.
Trovare una persona qualificata di cui ci fidiamo. In questo mondo frenetico e low-cost, cerchiamo solo cose apparenti a poco e subito. Abbiamo perso il rituale del conoscere l'altro. Prendiamo un appuntamento per telefono se non addirittura per app, arriviamo ci spogliamo, e spesso senza neppure spegnere lo smartphone, ci spiaggiamo sul lettino in attesa e alla mercè del massaggiatore che magari è al suo decimo massaggio, stanco e pronto a finire in modo più indolore possibile il turno. Anche voi fate così?
Quante di voi hanno un vero rapporto con il vostro massaggiatore? Quante di voi si fermano a chiedersi se sono davvero pronte a ricevere un massaggio?
Perchè, sotto le mani del massaggiatore, siamo indifese, vulnerabili, nude non nel senso fisico ma mentale. Siamo senza protezioni, l'unica barriera è la pelle che verrà toccata, sfiorata, stimolata, manipolata, sfregata.
E' per questo che torniamo alla questione della fiducia. La persona che vi andrà a toccare dovrà avere, senza dubbio, professionalità con una forte etica personale e professionale, dovrà darvi quel senso di sicurezza tale da farvi abbandonare e abbassare tutti i vostri meccanismi consci e inconsci di difesa. Il corpo deve essere completamente rilassato, il respiro deve arrivare ad essere profondo e lento, le spalle morbide, i muscoli del viso non contratti, la mente libera dal seguire constatemente i movimenti del massaggio, ma focalizzata solo al piacere. Se non riusciamo a raggiungere quel completo stato di abbandono, non disperate, e prendetevi un' altra occasione con un altro operatore che vi infonde quel sentimento di fiducia cieca. Non ve ne pentirete.

Un altro aspetto da considerare per vivere i benefici del massaggio è che tipo scegliere.
Semplice.
Ascoltate il vostro corpo e quello che vi chiede.
Ci saranno dei giorni in cui avrete bisogno di sfioramenti delicati che vi cullino in quello stato meditativo per staccare la spina alla mente sempre in funzione. Ci saranno dei giorni che avrete bisogno di una spinta fisica per far ripartire magari una circolazione perifirica un po' pigra. Altre volte volete semplicemente godere di un massaggio dalla testa ai piedi per sentirsi coccolate come delle regine.
Mai fossilizzarsi nelle scelte per il nostro corpo. Noi donne, in particolar modo, siamo delle creature cicliche, abbiamo bisogno di stimoli e rilassamenti diversi a seconda della nostra ciclicità, (a proposito partiranno a breve degli incontri sui cicli lunari per approfondire il legame tutto femminile con il satellite più romantico e tanto forte da spostare le maree).

Lungi dal dichiararci i migliori in questo campo, perchè le autocelebrazioni sono spesso vuote e senza senso, ci piace pensarci come dei professionisti con anni di esperienze e conoscenze anche in ambito fisiobiologico, che possono offrirvi professionalità, etica, capacità e dei massaggi che spaziano dal rilassante al terapeutico.

E per razzolare bene, inizieremo da sabato 19 ottobre 2019 un ciclo di benessere. Ogni sabato, avrete l'occasione di provare dei diversi massaggi, tecniche e altre vie per il benessere psico-fisico in un'unica occasione. E per venirvi incontro e per favorire il rituale di incontrarci, conoscerci o anche rivederci, il prezzo per tre diverse tecniche di massaggio per un totale di più di un'ora e trenta è 50€.

Se siete interessate, scriveteci a mindbliss.studio@email.it per prenotarvi.
Sconti per chi torna una seconda volta, o per chi ha un'amica e prenota per la stessa giornata.

sabato 28 settembre 2019

Yoga che guarisce



Voglio parlare di yoga, cercare di far comprendere cosa sia e a cosa serve. Questa definizione può essere importante per intraprendere una strada giusta e consapevole verso le Asana.
Il corpo è il tempio dello spirito. Conservatelo pulito e puro per l'anima che vi risiede.
Si sentono troppe fantasticherie sulla pratica yogica, che sia solo religione o filosofia, che basta chiudere gli occhi e far finta di meditare, che sia una pratica dolce adatta a tutti, che faccia male dopo una seduta di osteopatia o terapia omeopatica; lasciamo tutte queste stesure magiche e senza senso. Mi sembra di sentire tutte le stupidaggini che vengono ancora dette sul ciclo mestruale, non bisogna stancarsi, non ci si deve bagnare o lavare, non si devono toccare le piante ecc e ecc.
Vogliamo dire cosa è lo yoga? La pratica yogica è fatta dalle Asana, le asana sono uno tra gli strumenti fondamentali che appartengono allo yoga, ci aiutano a praticare a crescere sia fisicamente, mentalmente e spiritualmente.
Quindi lo yoga non è una religione, tanto meno un dogma o un movimento politico, ma è un metodo che consente di portare armonia all'interno delle diversità, riconoscendo culture, religioni e nazioni, lo yoga nutre gli istinti più elevati dell'umanità, la compassione, la cooperazione, l'amore e la pace.
L'Essere umano è stato creato ad immagine del creatore, sano, felice, pieno di vitalità e soprattutto saggio. Quindi avere un corpo ed una mente sani e pieni di vita sono le condizioni normali per la vita umana.
Un po' di spiegazioni , il termine "yoga" nasce dalla radice sanscrita yuk che vuol dire "unione", esistono varie forme di pratica yoga, anche se per l'uomo occidentale agli inizi sia più accessibile la pratica dell'Hatha Yoga, le sillabe HA e THA significano sole e luna, il flusso di energie positive e negative che fluiscono nel corpo, che se in equilibrio sono indice di salute, se al contrario sono in squilibrio abbiamo la malattia
L'Hatha Yoga è un sistema completo che riesce a mantenere in salute corpo e mente riportando energia vitale in tutte le parti del corpo.
Lo yoga ci libera dalle tensioni, rafforza il  sistema nervoso, stimola l'attività endocrina, vi devo ricordare che il sistema endocrino è legato alle emozioni, per questo praticare lo yoga costantemente
porta al controllo delle emozioni siano esse positive che negative.

"Le lezioni vengono fornite da molte fonti, inclusi gli elementi della Natura: le montagne rappresentano la compattezza e la solidità, nei fiumi troviamo la fluidità e la flessibilità, gli alberi illustrano l'abilità nella tolleranza ed il sole ci insegna a splendere senza aspettativa o discriminazione alcuna. La chiarezza dei cieli e la pazienza della terra possono servire da esempio e richiamo costante". 
SVAMI PURNA

Spieghiamo anche che cosa è il Pranayama, è il controllo e l'integrazione del Prana, viene anche definita "respiro vitale", inspirare porta energia nell'organismo, espirare si portano fuori gli scarti del corpo.
Respirare ci sembra una cosa naturale e semplice, mentre nel pranayama mettiamo consapevolezza nella respirazione, portare l'aria dal naso mantenendo una postura diritta, bisogna farlo in un ambiente pulito e senza che ci siano tossici, si espira sempre dal naso in maniera da espellere tutta l'aria contenuta nei nostri polmoni. Facendo questo riportiamo energia in tutto il corpo.
La respirazione è una parte integrante di ogni posizione yoga, non si può separare l'asana dal pranayama.
Anche se non avete mai praticato lo yoga in nessuna forma, vi consiglio di provare, è un'esperienza unica che vi farà amare questa pratica in modo profondo, perchè ne sentirete subito i benefici. Quando il corpo è poco flessibile o bloccato, quando la mente si ferma su pensieri continui che non portano a soluzione, quando la forza sembra abbandonarci, praticare lo yoga in qualsiasi forma, vi riporterà alla giovinezza!

"La regolazione dei movimenti respiratori è Yoga pratico per eccellenza. Colui che ne conosce i segreti conosce lo Yoga."   
Shivasamhita

Per provare lo yoga e tutte le sue sfumature, bisogna avere delle insegnanti professioniste.

mercoledì 24 aprile 2019

Diario di un digiuno



Voglio raccontarvi come sono riuscita a digiunare per undici giorni nel 2009, cercherò, con la mia esperienza di darvi tranquillità e sfatare le idee che permeano la nostra mente sul digiuno.

Da sempre il digiuno è stato considerata una pratica importante nella vita dell’uomo, legata alla cultura religiosa, portava l’essere umano a depurare il corpo, rinforzare le difese immunitarie, mettendo a riposo tutti gli organi. L’esperienza del digiuno dona sollievo all’ansia, calma le tensioni, raramente deprime, molto spesso può essere definita un’esperienza calmante.

Inoltre il digiuno viene praticato in molte discipline sia orientali che occidentali, lo ritroviamo nella cultura Indiana con l’ayurveda, usato in maniera particolare dalla cultura cinese , ma lo ritroviamo anche nel sapere europeo con la dottoressa Kousmine, con il metodo Mayr, con Santa Ildegarda.

Non voglio annoiarvi ancora con la storia cercherò di riportare il mio racconto di queste giornate.



Giovedì 16/04/2009 ho iniziato il “digiuno terapeutico”. Non so ancora se ci riuscirò, ma ho la netta sensazione che è la mia unica opportunità di rimettere a posto le cose.

Questa mattina avevo di nuovo fastidio al seno destro, sotto il capezzolo avvertivo una piccola “nocciolina”, si spostava non era aderente, ma pur sempre qualcosa che stava modificandosi. Per questo ho pensato che un digiuno mi avrebbe aiutata; questo continuo gonfiore addominale e del seno, una sensazione di pesantezza al basso ventre.

Non ne posso più, devo aiutare il mio corpo a tornare in salute.



Venerdì 17/04/2009

Sono riuscita a non mangiare ho solo bevuto tantissimo, mi aiuto con prodotti di integrazione naturali, la diuresi è abbondante, anche se le urine sono ancora chiare.

Mi sento più vitale, negli ultimi tempi la mattina mi alzavo sempre stanca, con dolori muscolari diffusi e poca voglia di fare.

La prima cosa che noto è la leggerezza che sento al basso ventre, non sono gonfia!!! La prova più importante l’ho sostenuta la sera stessa, sono riuscita ad andare in pizzeria con la mia famiglia e mentre loro mangiavano la pizza, io ho bevuto acqua.





Sabato 18/04/2009
Continua il mio digiuno, fino ad ora non ho avuto problemi. Noto,come mi aspettavo, una certa stitichezza. Mi sento più tranquilla, avverto solo tanti dolori muscolari. Fino ad oggi ho condotto una vita normale, svolgendo tutte le mie attività lavorative, i lavori domestici e lavorando anche in giardino. Sono leggermente affaticata, è vero che il terzo giorno è quello più brutto. Si avverte una certa stanchezza, data sicuramente dal movimento di tossine.

Si prosegue, ho notato un miglioramento delle gambe, meno pesanti sicuramente più sgonfie.



Domenica 19/04/2009
Quarta giornata di digiuno, oggi mi sento meglio, si comincia a notare un miglioramento fisico, non ho più stanchezza e tanto meno dolori muscolari.

La giornata l’ho passata in assoluto riposo, lettura di un libro e lo stretto necessario dei lavori domestici.



Lunedì 20/04/2009
Quinto giorno si prosegue, ho pochissima fame, avverto una sensazione di vomito, dalla sera precedente ho avuto delle evacuazioni liquide, segno della disintossicazione dell’intestino.

Ho lavorato ben undici ore in ambulatorio senza avere problemi. La sera avverto sempre questa forte sensazione di freddo che combatto con la mia cara borsa dell’acqua calda.



Martedì 21/04/2009
Mi sono alzata in gran forma, non ho fame e tanto meno avverto stanchezza, sono molto pronta anche a livello intellettivo.

Sento solo in alcuni momenti lo stimolo di masticare. Oggi il lavoro è meno impegnativo, le solite cose domestiche.

La sera sempre molto freddo, mi sento molto bene, la fame è meno del solito.



Mercoledì 22/04/2009
Mi sono alzata di buon umore e senza avere dolori, ho molta voglia di fare. Ho lavorato senza avere carenza di forza fisica e mentale.

Noto che la patina sulla lingua è diventata bianca, mentre le urine hanno assunto una colorazione più intensa ed emanano odore.



Giovedì 23/04/2009

Sono al mio ottavo giorno di digiuno, la fame è assente, la forza fisica sempre in aumento.

Inizio a risentire la voglia di cibo.

Oggi una giornata lavorativa pesante, non ho avuto cali fisici o mentali. Continuo a bere solo acqua e tisane senza zucchero usando un solo cucchiaino di miele. La sensazione di freddo è costante, sento sempre la necessità di avere intorno a me temperature molto alte.



Venerdì 24/04/2009
Oggi inizio a rimangiare. Questa mattina una spremuta di arancia con acqua calda, proseguirò con questo fino a sera, a cena solo brodo vegetale.





Ho continuato per altri quattro giorni, reintegrando lentamente gli alimenti. Voglio solo rassicurarvi sul fatto che mi sento benissimo, che ho perso 3,800Kg, e di solo grasso, ho acquistato una forza fisica maggiore, i miei disturbi al seno sono passati, il mio stomaco non ha più dolori, la mia mente è più sveglia e ricettiva.

In tutto questo sono stata seguita dal mio medico di fiducia il Dottor Marco Bianchi (mio marito!!!), il mio peso è stato controllato con una bilancia che analizza il grasso corporeo.



Nel caso vi prendesse la voglia di provare, fatemi sapere

Doriana

giovedì 28 marzo 2019

Indagine sulle leguminose 2

IL LUPINO


E’ da tanto tempo che non proponiamo articoli nuovi, ci scusiamo con i nostri affezionati lettori, ma abbiamo avuto inconvenienti con il computer, e quindi non si riusciva a comunicare con il sito.

Vogliamo proporvi una nuova idea su come alimentarsi in modo giusto e soprattutto corretto dal punto di vista della nostra salute.

Abbiamo sperimentato con un buon successo una pianta commestibile che fa parte del nostro antico mangiare, e stiamo parlando del LUPINO. Vi chiederete cosa sia, e molti di voi che già la conoscono come possa essere usata in cucina e nell’alimentazione.

Prima una piccola parentesi erboristica e fitoterapica, per comprenderne a pieno le proprietà e le caratteristiche.

Lupinus angustifolius, il nome botanico è Lupinus albus, appartiene alla famiglia delle Papilonacee, è originario dell’Europa mediterranea e del Medio Oriente. Pianta ornamentale cresce spontanea o coltivata. Fa parte delle leguminose, produce dei bellissimi fiori bianchi o azzurri, i sui semi venivano usati come foraggio per gli animali e come fertilizzante del terreno. Nell’alimentazione umana, vengono usati i semi che possono essere tostati e usati come il caffè. L’utilizzo del lupino come alimento e come rimedio officinale è stato trascurato per molto tempo, solo negli ultimi anni è divenuto oggetto di ricerche finanziate dalle autorità sanitarie europee.

La parte utilizzata sia per scopi alimentari che officinali sono i semi, prima di essere ingeriti debbono essere tostati o ben lavati con acqua fredda e poi cotti in modo da eliminare la sostanza amara. Dai semi si può ottenere un estratto fluido, utilizzare i semi interi tostati e macinati, ed avere delle farine.

Il Lupino contiene un elevata quantità di proteine maggiore della soia, ed un bassissimo contenuto di grassi, ma come in tutte le piante al bene si frappone il male, il lupino porta con se una buona quantità di sostanza tossica, la lupininae e la più pericolosa lupaina. Sono degli alcaloidi che danno il sapore amaro ai semi e che se ingeriti possono dare delle reazioni allergiche importanti portando nei casi più gravi a morte. Oltre agli alcaloidi contengono resine, una buona quantità di vitamina C, oli, vanilina, lectina e albumina oltre a numerose sostanze che possiedono il potere di abbassare la glicemia ed il colesterolo.

Anticamente le qualità della pianta erano molto conosciute dal popolo che usava in modo semplice le proprietà del lupino.

Sembra infatti che abbia qualità anti parassitarie, capace di eliminare i vermi contenuti nell’intestino umano. Anche la fitoterapia ha dimenticato questa meravigliosa pianta a cui si riconoscono virtù quasi miracolose, vogliamo ricordarne alcune: contro la crosta lattea e gli eczemi, si usa il decotto (30gr di semi in un litro di acqua), nelle dermatiti si applica la farina di lupino stemperata e cotta nell’aceto e se ne fanno dei cataplasmi; nella ritenzione idrica si è visto che il decotto è molto diuretico, può essere usato anche come antiparassitario cutaneo, per i pidocchi si usa la farina che viene messa sui capelli e lasciata per un’ora.

Inoltre nell’alimentazione è benefico perché possiede caratteristiche proteiche importanti senza apporto di glutine. Il lupino può essere utilizzato da persone celiache, in quanto è gluten-free, quindi senza glutine, i ricercatori dell’Unità di Metabolismo-nutrizione del San Raffaele di Milano hanno scoperto gli effetti “insulinemici” della proteina vegetale la glicoproteina conglutina-gamma, presente in maniera importante nei semi di lupino, i semi possono essere impiegati nei casi di crescita e nella stanchezza o debolezza muscolare, per la grande quantità di proteine che apportano, maggiore se non simili a quella della carne rossa o della soia ed alle uova.

In giardino può essere coltivata per il suo elegante fusto e per i suo coloratissimi fiori, possiede anche un‘anima ornamentale.

Il nome di “lupino” sembra derivare dal greco “lype”, che vuol dire modesto, nella mitologia viene descritto da Virgilio che lo definì seme “triste” proprio per il suo sapore amaro. Ritroviamo ancora sue notizie negli scritti antichi di Columella e Plinio i quali parlavano di questa pianta per il suo strano modo di comportarsi sembra infatti che le foglie possiedano la proprietà di seguire il sole nel suo tragitto.



Quello però che ci ha incuriosito è stata la sua proprietà ipoglicemica e ipocolesterolemica, il contenuto elevatissimo di proteine e la mancanza di grassi, la sua versatilità e la possibilità di essere usato anche da quelle persone intolleranti alle farine.

Si fa tanto parlare negli ultimi tempi di diete proteiche capaci di diminuire la quantità di insulina nel sangue, ma non eravamo d’accordo sull’apporto proteico di natura animale, in quanto troppo faticosa per l’eliminazione renale.

Non si possono ingurgitare carne o uova o pesce, senza tenere conto delle sostanze azotate che queste poi vanno a produrre e a rilasciare nel nostro organismo, regalandoci tossine e radicali liberi, portando il nostro organismo verso l’acidosi e conseguentemente le malattie degenerative importanti.

I lupini oltre a garantire delle ottime proprietà nutrizionali, presentano un’ottima digeribilità, che non ritroviamo nelle proteine animali, un apporto pari a zero per quanto riguarda il colesterolo, con un buon contenuto di acidi grassi come omega 3 ed omega 6, che il nostro organismo non riesce a costruire.

La versatilità poi del lupino che può essere introdotto nell’ alimentazione come semi, molto gradevoli da mangiare anche come spezzafame, o farina con la quale si possono fare pane, dolci e gelati, auspicandoci che si arrivi a produrre prodotti tipo lo yogurt o il latte, come alternativa per gli individui allergici o intolleranti al latte vaccino, usando così il lupino al posto della soia e del riso.


La mia esperienza presso L’Università Cattolica A. Gemelli di Roma, ha scatenato la voglia di andare a curiosare nei meandri nascosti del lupino; ricordavo un episodio accaduto proprio in quegli anni presso l’Unità di Diabetologia, c’era un signore diabetico che arrivava alla sua visita sempre in modo perfetto, la sua glicemia rientrava nella normalità, anche se i parametri di lunga durata andavano malissimo. Chiedendo al paziente come fosse possibile questo, un giorno ho sentito rispondere che la sera prima, beveva l’acqua di ammollo dei lupini.

In effetti i lupini, e la loro acqua, contengono una sostanza la” biguanide”, che è un elemento fondamentale per il controllo dell’insulina.

Le biguanidi sono sostanze come la metformina, che agiscono sul metabolismo glucidico abbassando il livello degli zuccheri nel sangue, trasportando il glucosio nei muscoli dove viene usato come substrato per l’ attività fisica, contribuendo cosi al mantenimento della giusta glicemia ed evitando lo stress pancreatico.

L’incremento del livello insulinemico è alla base anche dell’aumento ponderale, con conseguente crescita delle cellule adipose, in parole povere il nostro ingrassare dipende da quanta produzione d’insulina avviene nel nostro organismo.

L’alimentazione corretta ed una giusta attività fisica sono alla base del nostro giusto peso, ma a volte intervengono delle situazioni stressogene che portano la produzione di insulina a livelli patologici.

Ci siamo posti il problema della grande informazione che viene data non sempre corretta di come si debba mangiare, pensiamo che poche persone riescano a comprendere quali alimenti siano importanti per mantenere un migliore stato di salute.

Si deve tornare al tempo dei nostri genitori, quando in un pasto era facile avere a disposizione molti nutrienti derivanti da diversi tipi di cibo, adesso spesso il nostro mangiare si riduce all’assunzione di carboidrati semplici e raffinati.

Per tornare al peso corretto bisogna mangiare in modo nuovo, diverso da quello fatto fino ad ora, ricreare la giusta armonia alimentare senza rinnegare la carne o gli zuccheri e meno che mai i grassi.

Il nostro stato di salute dipende da sottili equilibri, ogni alterazione ci allontana dalla salute, creando un terreno adatto a numerose malattie.


Doriana


mercoledì 20 marzo 2019

Numeri e suoni: armonie di vita


Ogni sistema vivente possiede una vibrazione che lo contraddistingue, questa vibrazione può essere trasformata in un numero o in una forma geometrica, dalla quale si possono ricavare informazioni sul suo stato di “salute” e armonia.
Anche se sembra strano, possiamo paragonare il nostro organismo ad un’orchestra, dove gli organi come altrettanti musicisti eseguono un brano musicale armonico; ogni organo e cellula dell’organismo producono una melodia in armonia con la vita.
Fin dalla prima idea di vita come feto l’uomo percepisce il suono, sotto forma ritmica del cuore materno, per arrivare alla percezione dei suoni esterni.
E’ facile ed intuitivo capire come l’ambiente sonoro in cui siamo immersi condiziona la nostra vita e la nostra salute.
Si conosce il fatto che le cellule riescono a comunicare l’una con l’altra tramite il loro campo magnetico, inviando e ricevendo informazioni necessarie alle proprie funzioni.
Questo campo magnetico lo possiamo considerare come la memoria cellulare.
 La vibrazione degli elettroni del nucleo della cellula  porta a dei cambiamenti del campo magnetico della cellula e alla modificazione del comportamento o della funzione.
Quindi sottoponendo le cellule a particolari vibrazioni possiamo cambiare il loro comportamento.
E’ per questo motivo che il suono ci può portare alla guarigione e mantenerci in salute, il suono che penetra dolcemente induce ad un rilassamento profondo portando il cambiamento dove è necessario.
Il suono può essere prodotto da uno strumento o dalla voce umana, e qui voglio ricordare i Mantra.
Per quanto riguarda la fisica del suono, va spiegato che le onde sonore sono onde meccaniche, longitudinali, e che l’orecchio umano è in grado di percepire le frequenze comprese tra le 16 e 20.000 Hz. Le onde con frequenze minori vengono dette infrasuono, e un’onda con frequenza superiore è detta ultrasuono.

Perché ci si emoziona ascoltando la musica?
La musica riesce ad evocare emozioni molto intense, che sia gioia, malinconia, serenità, e non vi è nessuno di noi che non abbia sperimentato almeno una volta questo speciale sentimento ascoltando un brano.
La musica coinvolge tutto il corpo, suscitando la voglia di ballare, o soltanto portando il ritmo con le mani o con i piedi, ma riesce anche a coinvolgere la nostra parte meno controllata facendoci drizzare i peli.
L’emozione porta ad una modificazione del nostro corpo, fisico-fisiologico, con l’aumento o la diminuzione del respiro, del battito cardiaco o della pressione arteriosa; comportamentale con variazioni della postura, della mimica e anche della voce; mentale che riguarda il nostro stato emozionale soggettivo.
Le modificazioni fisiche e comportamentali sono automatiche, non legate alla nostra volontà, quando invece l’emozione diventa cosciente si parla di sentimento.
Le emozioni più potenti, che riguardano il fisico sono innate ed universali, ballare ascoltando la musica lo ritroviamo anche nelle popolazioni più antiche, e vengono dette emozioni primarie.
Tutte le emozioni si sono evolute per fornirci la sopravvivenza, lo fanno producendo una risposta agli stimoli, come la paura, ascoltando un rumore ci si blocca o si fugge, o il senso di accudimento che abbiamo al pianto di qualsiasi cucciolo.

Queste associazioni di stimolo e risposta vengono decodificati da una struttura nervosa chiamata amigdala, grazie ad essa impariamo quale risposta innata deve essere data ad altrettanti stimoli.
L’amigdala viene interpretata come centro del piacere o della paura o di altre emozioni, l’amigdala è un centro molto antico, lo ritroviamo anche negli anfibi e nei rettili, lavora a livello inconscio e non richiede da parte nostra nessuna consapevolezza.
Sembra che l’uso di determinate frequenze comporti vantaggi nei processi di guarigione.
Questo perché il suono agisce direttamente sul corpo fisico e le frequenze possono essere inviate alle varie parti del corpo. L’uso di determinate frequenze, siano esse  date da una voce, da uno strumento o generate da un diapason, non incontra resistenza nella persona sottoposta al trattamento e quindi non ostacola il processo di guarigione.
L’applicazione terapeutica delle frequenze è fondata su due principi: il suono è un’energia vibratoria che interagisce con quella delle strutture del corpo attraverso la risonanza,ogni struttura del corpo possiede una frequenza diversa.

La malattia si produce attraverso un mutamento di questa frequenza naturale alterata da frequenze estranee, un mutamento di frequenza modifica l’energia perché entrambe in relazione.
Quindi determinando la vera frequenza del corpo, possiamo reintrodurla e restituire salute ed armonia.
Quando la musica entra nei nostri orecchi, i suoni vengono trasformati in impulsi che attraversano i nervi acustici arrivano al talamo, quello che ci ritrasmette emozioni, sensazioni e sentimenti.
La stimolazione del talamo porta ad un coinvolgimento la corteccia cerebrale, che rinvia impulsi di risposta al talamo, si crea così un circuito risonante che si rafforza a mano a mano che si ascolta la musica, possiamo così notare i movimenti ritmici del corpo, battere un piede o muovere il capo.
Nel nostro cervello, il talamo, l’ipotalamo,il cervelletto e gli emisferi cerebrali della corteccia riescono a trasformare i suoni e i ritmi in strutture musicali riconoscibili regalando un significato emotivo e mentale.
L’ipotalamo collegato con le strutture nervose al talamo, influenza il metabolismo del corpo.
La musica accelera il metabolismo, rafforza o rallenta l’energia muscolare, ci aiuta nella corsa e nello sport, infatti la musica è stata vietata durante gare importanti ritenuta doping, influenza le secrezioni interne.
Pitagora di Samo fu il primo a stabilire che l’universo si fonda e si regge sulle leggi della musica, concetto che fu sviluppato  da Socrate e Platone, anche se negato da Aristotele. Dopo molti anni un discepolo di Pitagora, Aristide Quintiliano, scrisse “ qualsiasi corpo solido che si muova nell’aria produce un certo suono. Nello stesso modo le stelle fanno vibrare l’etere anche se le nostre orecchie sono troppo imperfette per udire quel suono”.
Con le innovazioni scientifiche siamo in grado di percepire e registrare i suoni, le melodie e i rumori cosmici.

La musica è anche matematica, i numeri e la geometria, compongono il cosmo e tutti gli esseri viventi, i suoni cosmici, la perfezione del cosmo può essere riportato ad un ordine numerico che ci porta a conoscere l’armonia di ogni essere vivente.
Le forme di un broccolo, la meraviglia di un fegato, la struttura di una rosa, hanno tutti in comune un numero ed una forma geometrica, ma anche una vibrazione e quindi un suono.
Ci vorrebbe un musicista per spiegare quanto i numeri siano legati alla musica non posso aiutare questo processo, ma riflettendo che le note sono sette, dove vengono scritte le note si dice pentagramma, forse diventa quasi naturale connettere le forme e i numeri ad una musica fatta di suoni, di melodie, di ripetizioni di numeri.
Hermann Hesse diceva “Che cosa sarebbe la nostra vita senza la musica..Se venissero proibiti, a me o a chiunque altro ami la musica, i corali di Bach, diciamo, le arie del Flauto Magico o quelle di Figaro, oppure se qualcuno ci strappasse via di forza dalla memoria, per noi sarebbe qualcosa di simile alla perdita di un organo, della metà di uno dei cinque sensi, di un senso intero”.
Voglio lasciare aperto questo argomento, che trovo molto bello ed interessante, chiunque sia più bravo di me, o abbia più esperienza, o solo curiosità, o che voglia controbattere, lo invito a farlo, non in forma anonima, ma lasciando almeno un nome, perché ci possa essere scambio tra tutti noi.
In questo modo si può creare armonia, suono, movimento, vita.

Doriana


mercoledì 13 marzo 2019

Eccoci di nuovo



E’ da tempo che non mi faccio viva con voi, ma eccomi di nuovo con le ultime novità.

Ci stiamo incamminando verso la primavera e come ogni anno ci avventuriamo in una nuova dimensione senza prendere le dovute precauzioni.

Intrappolati per lunghi mesi nel grigio invernale, il nostro corpo sente il bisogno di nuova energia, in primavera tutto si risveglia ed assume colori diversi.

L’uomo infatti, come tutto ciò che vive e respira in natura, viene influenzato dalle grandi mutazioni climatiche, di luce che aumenta, stimolando il funzionamento dell’epifisi e dell’ ipofisi, spronando il nostro cervello all’attività ormonale.

Proprio per dare una mano al nostro organismo, bisogna fare una accurata pulizia, depurarsi a primavera è un obbligo. La disintossicazione ripristina il naturale funzionamento dei vari organi che si occupano di eliminare le sostanze di rifiuto.

Riportiamo alla memoria le nostre antiche abitudini dove in primavera si facevano le “grandi pulizie”, tutto si rinnova, cambia colore, luce, tutto cerca un’armonia con la “natura rinnovatrice”.

Cercherò di farvi conoscere strategie semplici e naturali, ma soprattutto praticabili con poca spesa.

Di seguito vi parlerò di un metodo Ayurvedico e di un’alimentazione naturale e disintossicante.

Laghoo shanhaprakshalana, il nome è quasi impronunciabile, la traduzione risulta più semplice: la pulizia gastrointestinale.

Va eseguita al mattino a digiuno, dopo aver terminato la pratica aspettare mezz’ora prima di mangiare. Questo trattamento è controindicato a chi è affetto da ulcera gastrica o intestinale, mentre per le persone ipertese si deve usare solo acqua senza sale.

Si prepara l’acqua dove in ogni litro viene aggiunto un cucchiaino scarso di sale marino.

Si possono bere da sedici a venticinque bicchieri d’acqua.

Ogni volta che si beve un bicchiere di acqua, se si vuole e si conosce lo yoga si eseguono per otto volte questi esercizi:

Tadasana: resta in piedi con le gambe leggermente divaricate allunga le braccia al cielo, porta lo sguardo verso le mani, solleva i talloni.

Tyriaka tadasana: allunga le braccia sopra la testa, piega il busto otto volte prima a destra e poi a sinistra, torna nella posizione iniziale.

Tiraka bhujangasana: sdraiato a terra pancia in sotto. Poggiati sulle braccia e girati come per guardarti i piedi, prima a destra e poi a sinistra, torna nella posizione di prima.

Ogni volta ripeti dall’inizio tutta la pratica, se senti il bisogno di urinare o di evacuare fallo.

Questa routine può essere ripetuta anche una volta a settimana se ne sentite il bisogno, ricordiamoci che dopo questo possiamo fare un pasto alla sera molto leggero, si può mangiare del riso bollito con delle verdure lessate, condite con pochissimo sale ed olio a crudo; o delle patate bollite sempre accompagnate con delle verdure cotte, come frutta potete usare mele o pere cotte senza zuccheri aggiunti.

L’altra possibilità che vi offro, è un’alimentazione fatta esclusivamente di centrifugati o frullati.

Di seguito vi riporto i consigli alimentari, anche questa pratica può essere seguita una volta a settimana.









Prima di colazione: un bicchiere di acqua calda, ½ limone, ½ cucchiaino di miele





COLAZIONE: 1) una manciata di prezzemolo, 4/6 carote;



2) una fettina di zenzero, 4/5 carote, mezza mela senza semi;



3) un pompelmo rosa sbucciato, 1 mela senza semi;



4) due pesche o pere o mele, senza semi, uno spicchio di limone, 1 banana matura, centrifugare le pesche e il limone, versare nel frullatore e aggiungere la banana;



5) una manciata di prezzemolo, 5 carote, ½ mela senza semi;



SPUNTINO: 1) una foglia grande di cavolo,2-3 mele verdi senza semi, scorza di limone per guarnire;



2) una fettina di zenzero, 1 bietola, ½ mela senza semi, 4 carote;



3) una manciata di spinaci, 4 foglie di lattuga, 4 ciuffetti di prezzemolo, 6 carote, ¼ di rapa;



4) una manciata di prezzemolo, 4 ciuffi di crescione, ¼ di patata pelata, 6 carote;



PRANZO : 1) una manciata di prezzemolo, una manciata di spinaci, 4-5 carote, 2 gambi di sedano;



2) due ciuffetti di prezzemolo, 4-6 carote, 2 gambi di sedano, 1 mela senza semi, ½ bietola;



3) uno spicchio di aglio,1 foglia di cavolo, 1 pomodoro grande, 2 gambi di sedano, 1 foglia di cavolo tagliata a pezzettini, 1 cucchiaio di crostini di pane; centrifugare l’aglio, il cavolo, il pomodoro e il sedano. Versare il succo in una pentola, aggiungere il cavolo tagliato sottile e scaldare a fuoco lento, aggiungere i crostini;





CONSIGLI: per il centrifugato ci si deve munire di una buona centrifuga. Se possibile usare prodotti biologici e non trattati. Lavare molto bene frutta e verdura. La buccia delle arance e dei pompelmi è tossica deve essere eliminata, lasciare comunque la parte bianca o albedo; vanno sbucciati anche il kiwi e tutti i frutti tropicali. Mentre la buccia degli altri frutti può essere usata.

Tutti i noccioli vanno tolti, i semi possono essere centrifugati, solo quelli delle mele non devono essere usati. Per la maggior parte dei prodotti si possono usare i gambi e le foglie, non quelle delle carote.

La maggior parte della frutta e verdura deve essere tagliata a pezzetti prima di essere centrifugata. Frutta e verdura contengono molta acqua per questo se ne ricava il succo, quelle varietà che ne contengono poca, (banane, avocado ecc..) se previste nell’alimentazione, debbono essere frullate e poi aggiungere i centrifugati. La quantità è indicativa si possono raddoppiare o triplicare le dosi. I succhi vanno assunti appena preparati, non si possono conservare. Per i frullati seguire le stesse metodiche di preparazione togliere i semi e la buccia ed usare un frullatore, si può aggiungere acqua non latte.



martedì 19 febbraio 2019

Il pane quotidiano



Il pane è sempre stata un’abitudine quotidiana di tutti i popoli, una necessità conviviale che ha sempre unito tutte le razze umane. L’unica distinzione può essere la preparazione, la composizione, la cottura, ma quello che ci unisce è che il pane lo troviamo su tutte le tavole del mondo.

Nell’ antichità il pane non era utilizzato solo come alimento, ma spesso era legato ad un significato mistico-religioso.

Ricordiamo anche l’ultima cena, dove Gesù istituisce l’Eucarestia; “ poi preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo……”

Tornando alla nascita dei cereali questi furono sviluppati dalle graminacee selvatiche già nell’antica Persia.

La conoscenza delle varie specie e possibilità di coltivazione ha portato l’uomo alla selezione delle varietà con la relativa appartenenza territoriale; il riso, il mais, il frumento sono piante che preferiscono i posti assolati e le temperature miti, mentre la segale, la manitoba nascono in ambienti freddi.

La grande importanza che riveste il pane nella cultura umana va ricercata nella modalità della sua preparazione.

Anticamente l’intero processo era un rituale ripetuto nel tempo e lasciato in eredità da madre in figlia.

I cereali venivano raccolti, si lasciavano riposare i chicchi , venivano macinati lentamente con delle grandi macine in pietra, spesso si usavano mulini ad acqua che facevano girare queste grandi macine.

Nella nostra Umbria è possibile ancora vedere e visitare mulini ad acqua.

Un bellissimo esempio lo potete trovare a Torgiano, meravigliosa costruzione sul fiume Topino, dove si produce farina di provenienza biologica, macinata a pietra, e in questo modo la farina conserva tutte le qualità contenute nel chicco.

Altra modalità importante era lavorare la pasta del pane con le mani, imprimendo una energia fondamentale all’impasto; si lasciava riposare e fermentare naturalmente e lentamente.

Le nostre nonne lasciavano sempre una piccola parte di pasta (pasta madre) che era tenuta da parte perché servisse in seguito come pasta lievitante. In questo modo non veniva mai usato del lievito chimico.

Sono ormai molti anni che il pane viene prodotto in maniera industriale, il grano viene coltivato con concimi chimici, ridotto in farine con macine metalliche ad alte velocità. La forte velocità oltre che a produrre un aumento di temperatura e a distruggere le vitamine termolabili, rilasciano nella farina anche molecole metalliche.

La lievitazione come avveniva una volta, è troppo lunga, richiede molto tempo, per questo motivo si aggiungono all’impasto dei particolari funghi che intervengono , spingendo la lievitazione, riducendo in maniera drastica i tempi della fermentazione del pane.

Il processo della fermentazione è a carico di alcuni enzimi (beta-amilasi), i quali trasformano i carboidrati in alcol e gas, in natura lo ritroviamo in molti processi il vino che si trasforma in aceto, la fermentazione della frutta tagliata, questo processo però non deve avvenire nel nostro intestino.

Spesso capita di sentire persone che si lamentano di gonfiori addominali, di flatulenza. Ogni volta che si provano queste sensazioni nel nostro intestino si produce alcol, che va a intossicare il nostro fegato.

Vorrei ricordare le parole di IPPOCRATE “fai del tuo alimento la tua medicina e della tua medicina il tuo alimento”.

Non bisogna demonizzare il pane , tralasciandone l’uso, ma si deve imparare, di nuovo, le tecniche della panificazione. Cercando di produrre il pane in maniera naturale e non forzata, riscoprendo il piacere di impastare, di lasciare il tempo alla lievitazione di compiere quel miracolo che è la crescita della nostra “ pagnotta”, il profumo inebriante ed unico che è dato dalla cottura del pane.

Provate a chiudere gli occhi e attraverso il ricordo, riportare alla vostra percezione l’intenso profumo del pane appena sfornato, il piacere che vi dava, la sensazione di appagamento e di calma che riusciva a produrre nel vostro corpo. Lo sentite?

Non è forse meglio di un lungo massaggio?



Voglio farvi conoscere il legame che hanno i cereali con i pianeti ed i giorni della settimana, ricordate sempre che la terra rimane unita a tutto il cosmo. La natura da sempre viene armoniosamente mossa dai pianeti.



DOMENICA – Frumento – Sole

LUNEDI’ – Riso – Luna

MARTEDI’ – Orzo – Marte

MERCOLEDI’ – Miglio – Mercurio

GIOVEDI’ – Segale – Giove

VENERDI’ – Avena – Venere

SABATO – Mais – Saturno



Abbiamo parlato di lievito madre, una possibilità è quella di lasciare in un contenitore coperto da un panno, una piccola porzione di pasta che abbiamo preparato per l’impasto del nostro pane.



Esistono molte altre ricette per preparare il lievito madre, possiamo usare farina di segale impastata con acqua tiepida e un cucchiaio di miele, lasciate riposare in contenitore coprendo con un panno per tre giorni. Aspettando che l’impasto fermenti a questo punto lo possiamo usare per impastare e far lievitare il nostro pane.

Buon lavoro!!!
Doriana

martedì 22 gennaio 2019

Solletichiamo il nostro orecchio


L’auricoloterapia ha un’origine molto antica, la ritroviamo già tra gli Egiziani, ai nostri giorni è arrivata attraverso la medicina cinese che la pratica da moltissimi anni. Negli anni cinquanta il dottor Paul Nogier aveva notato che alcune patologie guarivano con la bruciatura di una piccola parte dell’antelice dell’orecchio. A questo punto sviluppò una sua scienza, l’auricolomedicina, e riuscì in modo dettagliato a sviluppare la mappatura dell’orecchio, a cui ad ogni punto corrispondono i vari organi o parti di organi.

L’auricoloterapia si differenzia dall’agopuntura perché non segue i meridiani, l'auricoloterapia consiste nell'intervento su specifici punti del padiglione auricolare a scopo terapeutico. Conosciuta anche come auricolopuntura o agopuntura auricolare, è una tecnica appartenente alla Medicina Tradizionale Cinese. E’ indicata per moltissimi dolori sciatica, cervico-brachialgia, tunnel carpale, ma è specifica soprattutto per contrastare il vizio del fumo e l’alimentazione smodata , è proprio nell’ambito di queste ultime applicazioni che l’auricoloterapia gode di maggior successo, comunque l’efficacia del trattamento si denota dopo le prime sedute.


Ci chiederemo come possano comunicare alcuni punti dell’orecchio con il corrispettivo organo. Proprio il dottor Nogier, attraverso degli studi pubblicati nel 1969 nel suo Trattato di Auricoloterapia, descrive due punti importanti di riflesso auricolo-cardiaco (RAC) e poi il vascular autonomic signal (VAS).

Sembra che questo segnale venga recepito dal sistema nervoso vegetativo autonomo, attraverso dei ricettori sensitivi del padiglione, e per informazioni a cascata arrivi su tutti gli organi. Un’altra spiegazione è quella che il segnale, giungendo ai neuroni talamici, provocherebbero una serie di fenomeni angio-neuronici.

Ogni punto del padiglione auricolare forma un complesso neuro vascolare attraverso il quale avvengono continui scambi di informazione tra l’orecchio, il cervello e gli organi.

L’orecchio ha una funzione importantissima ed è collegato direttamente al nostro cervello, prima di morire è l’ultimo organo ancora in funzione. Sfruttando questa sua capacità di interconnessione diretta con il nostro cervello, riusciamo ad inviare messaggi forse percepiti come suoni al nostro cervello, che li invierà ai rispettivi organi.

Essendo l’uomo un tutt’uno con la sua vita embrionale, con il cosmo e con l’evoluzione, l’orecchio si deve considerare come un piccolo cervello vicino al cervello principale: una antenna che da un lato riceve i segnali interni e li decodifica a livello della rete nervosa sottocutanea del padiglione e dall’altro è in grado di trasmettere al corpo informazioni di varia natura proveniente dallo spazio esterno e quindi dal macrocosmo.

Come l’agopuntura cinese, anche l’auricoloterapia viene caratterizzata da una scarsa presenza di effetti collaterali. Questo permette a tutte le fasce d’età di potersi avvicinare a tale disciplina e di sottoporsi a trattamenti di stimolazione auricolare. A parte la sensazione lievemente fastidiosa, solo momentanea, è praticamente priva di effetti collaterali. Si sconsiglia nei primi sei mesi di gravidanza e nelle donne predisposte all’aborto spontaneo, o quando nel padiglione auricolare è presente un processo infiammatorio.

Tra i disturbi e le patologie curabili tramite l’auricoloterapia troviamo insonnia, ansia, stress, attacchi di panico, depressione, nausea, vomito, timidezza, tabagismo, dipendenza dall’alcool, sovrappeso, controllo della fame, sciatica, lombo sciatalgia, cervicalgie, periatrite scapolo-omerale, psoriasi, infertilità, disfunzione erettile, cura delle tonsille e disagi dovuti alla postura.

L’auricoloterapia è una medicina funzionale e si basa principalmente su una diagnostica ed una terapia neurofisiologica che esalta le potenzialità e capacità di un medico nel conoscere e capire, secondo i canoni più moderni e scientifici, i sintomi del nostro corpo .

L’auricoloterapia si serve comunemente di punture eseguite con piccoli aghi posti in modo estemporaneo e/o con aghi semipermanenti lasciati a dimora per alcuni giorni. Una volta determinati i punti da stimolare, infine, il medico li punge mediante piccoli aghi, sterili e monouso.

Affinché il messaggio abbia l’effetto desiderato, il medico dovrà eseguire una giusta diagnosi che può essere confermata da un fenomeno particolare: i punti auricolari da stimolare sono facilmente individuabili perché sono ben percepibili quando evidenziano uno stato patologico della zona del corpo che vi corrisponde e, inoltre, la pressione diretta su di essi provoca dolore. La diagnosi può essere confermata anche da un piccolo dispositivo che serve a evidenziare il potenziale elettrico dei vari punti: in caso di anomalia, è più alto del normale.


Se siete curiosi di provare, presso il mio studio possiamo consultarci per pianificare i punti da stimolare.

Doriana

lunedì 7 gennaio 2019

La nostra domus aurea


Da millenni l’uomo ha costruito le proprie abitazioni in luoghi non ostili, cercando di trovare nella propria casa armonia e protezione.

Gli uomini che da sempre hanno costruito cattedrali, costruzioni che si innalzano al cielo, ideatori di chiostri, sapevano ed erano a conoscenza delle leggi armoniche di dove e come posizionare queste costruzioni. Tale conoscenza, fatta di numeri, calcoli ed astronomia, è rimasta oscura ai nostri tempi.

I cinesi da sempre adottano il Feng Shui, che letteralmente significa “vento ed acqua”; il vento, che rappresenta il messaggero del cielo, porta con se le nuvole, che dispensano l’acqua.

Ai nostri tempi si parla di bioarchitettura, che però si occupa principalmente di controllare i materiali di costruzione ed i trattamenti che vengono usati. La differenza tra queste due scienze è che la bioarchitettura controlla la qualità dei materiali impiegati per la costruzione, mentre il Feng Shui si preoccupa della psiche di chi abita la casa.

Non voglio dilungarmi in quello che è la scienza del Feng Shui, ma cercherò di far comprendere il legame psico-fisico con la casa in cui viviamo.

La casa è il tempio della nostra anima.

Ci siamo mai chiesti come a volte entrando in casa di persone amiche ci sentiamo quasi fuori posto e notiamo un senso di fastidio, di inadeguatezza.

Spesso si da la colpa ad un nostro stato alterato, invece va ricercato nella posizione della casa, nell’energia che pervade la casa, nella poca illuminazione, nel frastuono che giunge da fuori, come anche nell’ armonia di chi la abita.

Scegliamo la nostra abitazione solo in base alle necessità di lavoro, all’ estetica dell’appartamento, al fatto che il luogo dove è ubicata appartenga ad una zona elegante. Non essendo consapevoli delle esigenze abitative, non riusciamo ad assecondare i nostri veri desideri. Dovremmo imparare a realizzare le fantasie più recondite , a dare spazio al nostro emisfero destro, intuitivo e non razionale; quando usiamo l’emisfero destro tutto quello che ci piace resta slegato dalla ragione e non viene influenzato dalle cose che abbiamo imparato o che conosciamo, e riesce a darci una meravigliosa sensazione di benessere e piacere. Così dovremmo scegliere la nostra abitazione, con il nostro intuito, scegliere con il cuore, provando ad assaporare il senso profondo di piacevolezza. Quando pensiamo “sembra che in questa casa ci abbia sempre abitato”, allora ci troviamo nel posto giusto.

Il nostro insieme di corpo,psiche, anima in un ambiente per noi ostile può arrivare ad ammalarsi, tutto ciò che non riusciamo a realizzare come vorremmo si potrà ritorcere contro di noi, generando così influenze negative, capaci di gravare sul nostro stato di salute.

Volevo solo esprimere la nostra “Domus Aurea” come luogo dorato, meraviglioso, unico, dove riusciamo a rigenerare le nostre energie sottili, il luogo incantato dove tutto è possibile. Nella tradizione indiana la casa è un rifugio, dove ci ripariamo dalle angosce del vivere, dalle fatiche e dalle numerose contraddizioni della società.

Ma non abbiamo mai pensato la nostra casa come un laboratorio, dove lo svolgersi della quotidianità, lavarsi, mangiare sono pratiche fondamentali che rigenerano il corpo prima di intraprendere la battaglia della vita.

Chiediamoci se la nostra “domus” favorisce una evoluzione graduale portandoci ad equilibrio interiore ed ad una situazione di felicità e salute, o se al contrario ci ostacola, trascinandoci in pensieri negativi e situazioni di intenso nervosismo.

La casa non dovrebbe essere un luogo di fuga, ma di rigenerazione.

Se abbiamo realizzato una casa più vicina possibile ad uno standard di sicurezza, di protezione, di intimità, di giuste forze, allora l’uomo che abiterà quella casa sarà pieno di energia positiva, potrà così agire anche nel mondo esterno in modo giusto e corretto, e sarà preparato e più reattivo alle energie sfavorevoli che si riverseranno su di lui dal mondo esterno. Quindi un uomo forte, stabile ed in equilibrio di salute e psiche, sarà capace di attirare a sé meno negatività.

Cambiare in maniera consapevole e con amore ci porta ad essere più attenti e vigili. Ricordiamoci sempre che, chi modifica solo la minima parte di un sistema, riesce contemporaneamente a modificarne il tutto.

Diamo ascolto al cuore, perché capace di generare tutto il meglio per noi e la nostra società.

Vi saluto e con amore vi invito a migliorare la vostra anima.

Doriana