Abbiamo a portata di mano migliaia di informazioni per la nostra salute, spesso una più deleteria dell'altra. Scriviamo un sintomo sul motore di ricerca; troviamo la diagnosi, spesso nefasta sia chiaro; ci mettiamo paura; corriamo dal medico; il medico ci ride, nel peggiore dei casi, oppure ci rassicura prescrivendoci un integratore chimico; noi torniamo a casa contenti, pacificati, ma con tutti i nostri sintomi. Vero? A quanti sarà capitato...
Diciamo di conoscere il nostro corpo, semplicemente perchè ricordiamo le lezioni di biologia del liceo. Alla domanda classica ( anche se un po' scomoda), come vai di corpo? Risposta classica, che viene in automatico, è , ah vado tutti i giorni. Ci sfugge però che quel come intende prendere in considerazione anche se abbiamo raggiunto uno svuotamento soddisfacente, oppure se ci sforziamo, oppure se ci autoprocuriamo lo stimolo, magari mangiando poco prima un cappuccino o un po' di cioccolato.
Da soli, spesso, non riusciamo ad essere obiettivi e capire davvero i bisogni e i segnali di allarme che il corpo invia in tempi anche non sospetti. Continuiamo con il nostro esempio, la stitichezza. Ah, noi donne spesso ne soffriamo, ma esaminiamo qualche campanello di allarme che il corpo ci manda. Magari il giorno prima del fatidico intoppo, potremmo avere la sensazione di bocca asciutta, oppure una digestione complicata o lunga, potremmo sentire anche un rallentamento dei movimenti intestinali. Ma, nel trantran quotidiano, possiamo anche ricordarci e accorgerci di tutto ciò? Spesso no, infatti l'intestino ci "sorprende" e fa sciopero. Recuperiamo con una bella purga, senza prendere in esame le cause.
Quel fatidico, perchè?
Perchè il mio intestino non funziona? Perchè il mio corpo risponde in quel determinato modo? Perchè devo sempre far ricorso a lassativi/diuretici/etc per sopperire a compiti di solito naturali e automatici?
E con queste domande e molte altre domande che ci presentiamo alla naturopata Doriana Paolacci, infermiera e strumentista di cardiochirurgia, con esperienza pluridecennale nel campo dell'olismo e delle Medicine Alternativa.
I--Doriana, descrivici la persona tipo che chiede un tuo consulto naturopatico?
D-- Sono spesso persone che arrivano all'ultima spiaggia, hanno girato, chiesto e fatto una miriadi di esami e visite. Si ricordano solo alla fine che c'è anche un altro modo di curarsi e soprattutto di evitare di stare male. Il problema è che di solito si preferisce far fare il lavoro alle "medicine", ai rimedi, preferiscono essere agenti passivi, prendo la pillola, piuttosto che capire che bisogna prendere in mano la propria salute e coltivarla come un piccolo giardino di bonsai. Il Benessere è delicato, in continuo cambiamento, un equilibrio vivente, e serve imparare ad ascoltarsi e capire cosa cambiare prima che il malessere diventi cronico.
I--Cosa intendi per agente passivo? Anche nelle medicine alternative ci sono sciroppi, pillole ed altro da prendere. Qual è la differenza tra una persona che attivamente cerca il tuo consiglio e chi preferisce affidarsi alla medicina?
D-- Prima di tutto, voglio specificare che la figura del medico è fondamentale per una buona salute. Nessun naturopata che si rispetti denigrerà mai il medico e le sue diagnosi. Non confondiamo le due figure. Il naturopata si inserisce in quel frangente in cui non ci sono chiari sintomi, o meglio, non c'è una base per il medico per cui trattare il problema. Il naturopata non fa diagnosi, non prescrive terapie con farmaci, ma ti aiuta a capire il tuo corpo, ti insegna ad intraprendere una strada più consapevole, spiegandoti perchè alcune cose per te non vanno bene. E' più un processo di maieutica che non di prescrizione di un comportamento, prendi alle 8 la pillola. Pensa che l'80% dei pazienti che si presenta da un medico di base soffre di malattie psicosomatiche, per cui, se prese nelle fasi iniziali, l'approccio della medicina standard è quella di curare solamente i sintomi, che possono aggravarsi e rendere addirittura necessario azioni più invasive. Con la naturopatia, e nel mio caso con le mie conoscenze di medicina infermierstica, posso andare a lavorare, con la partecipazione e la buona volontà del paziente, su tutti quei meccanismi energetici che possono sfociare in patologie. Parlo di buona volontà perchè io consiglio, spiego, do soluzioni e aiuti, ma non vivo 24h su 24h con il paziente. Deve essere lui il primo a capire di essere il medico di se stesso, che quello che mangia, fa, pensa, tutto influisce sul benessere.
I--Parli di energie, ma parecchi non ci credono oppure fanno fatica a comprendere come campi invisibili possano avere una così grande influenza sul nostro benessere.
D-- Siamo immersi in campi energetici. E' incredibile come oggigiorno crediamo nelle reti internet, invisibili, spesso anche molto complesse, ma se parlo di energia degli organi, tutti ti guardano un po' scettici. Anche all'inizio della medicina, quando scoprirono i batteri, i virus, non si vedevano, allora la gente non ci credeva, ma adesso, anzi soprattutto adesso, ci crediamo, li studiamo, ne parliamo quasi come se fossero persone vere. Quindi cosa c'è di così difficile nel credere che squilibri di energia creano squilibri nel corpo fisico? Non lo vedi? Non significa per questo che non esista. Ma se non ci credi, o quantomeno non sei aperto a questo possibilità, sarà molto difficile vedere dei risultati in un percorso naturopatico olistico.
I-- Grazie Doriana per averci chiarito alcuni dei dubbi che fermano le persone dall'intraprendere un percorso di benessere un po' fuori dalle righe.
D-- Grazie a voi per l'opportunità.
Carino, no? Potremmo anche farlo diventare una rubrica dove rispondere ai vostri dubbi e domande. Che ne dite? Chi è d'accordo condivida sulle proprie storie o feed, taggandoci, The Mind Bliss Studio, e scriva anche la propria domanda, le raccoglieremo e risponderemo nel prossimo episodio.


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